Top 5 da sogno

Ho un libro sul comodino, uno tra le coperte, uno sotto il letto, uno nella borsa e uno nell'altra borsa. In cucina serve mentre aspetto che la mia cena prenda forma, in bagno non può mancare. Sopra la televisione perché ci sta bene e anche sul divano, per quando mi sento pigra. Rimane solo quello che porto sempre con me; avete presente la coperta di Linus? Non dovrei stupirmi se sogno libri anche di notte; a voi non è mai capitato? Sceglierne solo cinque è stato un incubo.

1. Sette Piani di Dino Buzzati. Vince il primo posto un racconto; se lo merita in pieno, sia per ordine cronologico, sia perché rischiava di stroncare sul nascere una cariera da lettrice. Lo incontrai in Sessanta Racconti; ricordo come fosse ieri, lui era il terzo e io avevo otto anni. Non ricordo, invece, come mi capitò in mano; forse lasciare libri ovunque è un vizio di famiglia. Dopo notti trascorse vedendo le finestre della mia camera (a piano terra!) chiudersi, ho deciso di smetterla. Sia con Buzzati che con la lettura; fortunatamente ho cambiato idea.

2. Il giorno della civetta. Sciascia, io ti voglio bene, lo sai, abbiamo una relazione lunga e duratura, ma con quel romanzo non ci sono riuscita. Non è mica per colpa tua, ci mancherebbe; è il primo capitolo, che mi ha rovinato. Ci ho provato per un mese intero, e per un mese intero, ogni notte, mi hanno ucciso mentre correvo per salire su di un autobus in una mattina nebbiosa. Nel sogno c'era anche il venditore di panelle; credo che sia tutta colpa sua.

3. Saramago e i molteplici aspetti di leggere troppi libri contemporaneamente. Uno dei sogni più complessi lo devo all'autore portoghese e al periodo in cui tutti i libri sparsi per casa erano suoi. Mi trovavo sopra a un elefante, bello e immenso, non piccoletto e bruttino come quello del Viaggio dell'elefante, per andare a liberare il paese delle Intermittenze della morte. Come e perché non saprei dirvi, ma ero felicissima.

4. Joyce e i miei sogni chimerici di leggere l'Ulisse in inglese. Non a caso, non riuscivo ad andare avanti; dopo qualche giorno che guardavo il libro, chiuso, è arrivato nei sogni. Ho incontrato Leopold Bloom a un funerale, dove ero andata in carrozza; chi non va ai funerali in carrozza? Lui mi ha riconosciuta, mi ha invitata sulla sua carrozza e mi ha dato appuntamento in biblioteca. Ci sono andata, ma in italiano.

5. Harry Potter, ma non so se vale. Però, oggi e qui, le regole le faccio io, ancora per qualche riga, e dico che vale. Sono uno di quegli esemplari che non ha mai letto neppure un libro del maghetto, ma sono riuscita a sognarlo lo stesso. Non so se la mia trama rispecchiava quella originale, anzi, credo prorpio di no; a me, comunque sia, è piaciuta. 

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.