Top 5 robotica

La letteratura ci ha affascinato con personaggi di ogni tipo, ha fatto parlare eroi valorosi, damigelle in pericolo, malefici cattivi, mostri e chi più ne ha più ne metta. Ha anche dato voce a chi non ne aveva: montagne o alberi secolari che ci raccontano le storie degli umani che passano sotto o su di loro, antichi manieri o, più semplicemente, dimore di famiglia, animali domestici e persino monili o gioielli. C’è una categoria che però mi ha sempre affascinato in maniera particolare, quella dei robot. La letteratura ha iniziato a parlare di loro quasi sin dalla sua nascita, prova ne sono le leggende sulle ancelle meccaniche del dio Vulcano, teorizzandone comportamenti e rischi, e persino elaborando modelli di comportamento. Sono sicuro che, il giorno in cui il primo androide dotato d’intelligenza artificiale complessa verrà realizzato, per una volta la scienza seguirà le regole della letteratura, invece di dimostrare gli errori delle teorie elaborate dagli scrittori.

Ecco quindi una piccola galleria di questi personaggi, una classifica parziale, soggettiva e opinabile –d'altronde chi la scrive è solo un essere umano-:

5° Posizione: Il boscaiolo di latta de Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum, lo so, i più pignoli potrebbero obbiettare che non si tratta proprio di un robot, ma forse quest’uomo di metallo, capace di parlare, di divertirsi e divertire e di avere una volontà propria (benigna) riassume l’ideale del robot, più un amico con la pelle un po’ dura che un utile utensile. E in fondo che importa se nel petto non ha un vero cuore che batte, è comunque capace di amare.

4° posizione: NDR-113 o Andrew, protagonista de L’uomo bicentenario, racconto di Isaac Asimov. Probabilmente più conosciuto per la versione cinematografica in cui è interpretato da Robin Williams. Una specie di novello Pinocchio, alla disperata ricerca di “diventare un uomo”.

3° posizione: Rachel, l’affascinante protagonista de Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick il romanzo da cui è stato tratto Blade Runner, il film del 1982 di Ridley Scott con Harrison Ford. Probabilmente il più ambiguo tra i personaggi di questa classifica: si offre come giocattolo sessuale a Deckard pur di convincerlo a rinunciare a dare la caccia agli altri androidi. Nel libro il personaggio è più cinico e anaffettivo rispetto alla sua versione cinematografica, ma si sa che nel passaggio tra la pagina e lo schermo molti elementi sono persi o stravolti, per questo non è poi così sorprendente che sia stato uno sceneggiatore a scrivere: …ne ho viste di cose che voi umani non potreste immaginarvi…

2° posizione: Marvin, l’androide paranoico de la Guida galattica per gli autostoppisti, di Douglas Adams. Perché va premiata la genialità dell’autore che invece di chiedersi: “Ma un androide dotato d’intelligenza artificiale evoluta, non sentirà la mancanza di sentimenti?”, si è invece domandato: “Ma con un cervello di quel genere, capace di compiere calcoli incredibili in meno di un nanosecondo… non so annoia a morte?”. Ed ecco a voi il primo androide perennemente depresso.

1° posizione: R. Daneel Olivaw, l’aiuto detective di Abissi d’acciaio di Isaac Asimov. Non si può parlare di robot e letteratura senza citare uno dei più grandi scrittori di fantascienza. Sono stato subito affascinato dalla sua scrittura e dallo scontro di caratteri tra il terrestre Elijah Baley, poliziotto di New York agorafobico e ostile ai robot, e il serafico R. Daneel (dove R. sta per robot) che gli è stato affiancato durante un’indagine delicata. È stato anche il mio primo incontro con le tre leggi della robotica:

1: un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.

2: Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla prima legge.

3: Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché quest’autodifesa non contrasti con la prima e la seconda legge.

 

Come già detto la classifica è parziale, e ho cercato di rimanere nell’ambito dei libri, ma volendo includere anche personaggi solamente cinematografici ci sono certamente molte interessanti possibilità, rimango quindi in attesa di conoscere i vostri candidati.

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

4 Commenti
  1. Anch’io avrei certamente incluso il povero Marvin, ma al primo posto della mia personale classifica si trova Robbie, dal racconto di Isaac Asimov… Un piccolo eroe di metallo che ogni bambino o bambina meriterebbe di avere come compagno di giochi…

  2. Sì! Recuperato da una vecchissima antologia di italiano delle scuole medie… quando nasce l’amore per la fantascienza e si cominciano a leggere le megaedizioni del Carlo Fruttero 🙂