Tua sorella!

Photo credit: Ray Caesar, Sisters

Uso spesso l'esclamazione "Sì, tua sorella!" quando – ad esempio – nel traffico automobilistico qualcuno osa apostrofare la mia guida.

Per carità, la famiglia è importante e si possono usare locuzioni ben più pregnanti, ma un giorno in cui non avevo niente da fare mi sono messa a pensare alla miriade di rimandi dell'espressione a me tanto cara.

Siccome vivo e lavoro nei libri ho pensato: pensa se, invece della macchiana, avessi posseduto il calesse e Charlotte Brontë mi avesse tagliato la strada. "Tua sorella!" sarebbe significato Emily Brontë. Un genio.

5) Le sorelle Brontë, appunto. Charlotte, Emily e Anne, in ordine di nascita. Ma anche Currer, Ellis e Acton Bell in versione pseudonimi maschili da fratelle. Lasciate perdere i classici che hanno scritto, queste tre rappresentano un sodalizio creativo pazzesco. Ho avuto modo di visitare la loro casa quest'estate e vi assicuro che muri e mobili originali (numerosissimi) ancora trasudano la voglia di fare insieme, di dare vita a universi paralleli dove stare sempre bene, sempre unite.

4) L'ipotetica sorella di William Shakespeare. Partorita dal cervello di Virginia Woolf nel suo saggio – che poi è un racconto – Una stanza tutta per sé, pur senza essere mai nata, la sorella di William può vantare una storia vera. Infatti Virginia immagina come sarebbe stata tapina la vita della sora dell'universale esemplare di talento letterario. Ci arrivate, vero? Anche se l'ipotetica Shakespeare fosse mai esistita, non ne sapremmo comunque niente: le avrebbero riso in faccia e magari anche tacciata d'insolenza, se solo avesse ammesso di saper scrivere.

3) Jane e Cassandra Austen. Eccovi, cari, altre due che vanno ben oltre la pagina scritta. Non solo sorelle in simbiosi, ma l'una il bastone da passeggio dell'altra. Sembra che Jane abbia dato un senso alla vita di Cassy, che si è trovata a farle da manager e agente, mentre è certo come Cassy abbia dato forma a tante di quelle sorelle e amiche nei sei romanzi austeniani, da parere tutte simili in filigrana. Tra le molte, da ripassare le accoppiate Elinor e Marianne, Lizzy e Jane.

2) Meg, Joe, Beth e Amy March a.k.a. Piccole Donne. Per chi – la maggior parte, su, ammettetelo – ha conosciuto le piccole donne di Louisa May Alcott solo sotto forma di cartone animato buffo, allora forse non sa che la vita delle quattro morigerate sorelle March è in realtà una  fedelissima trasposizione della vita familiare in casa Alcott. E nemmeno una versione troppo romanzata, pare. Eh sì, sorelle di tutto il mondo, l'idillio tra consanguinee è esistito sul serio!

1) Sorelle Materassi. Palazzeschi scriveva nell'epoca in cui non avere marito era una faccenda negativa, si veniva chiamate zitelle, non single, libere, indipendenti. Ma Teresa e Carolina erano proprio questo: due manager che gestivano brillantemente l'azienda di famiglia. Peccato poi arrivi il nipote a rincitrullirle. Nemmeno Giselda, la terza sorella, riesce a farle rinsavire: pensare che è stata colpa di un ragazzetto se non abbiamo avuto il nostro affiatato trio italiano, una sorta di clan Brontë made in Florence!

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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