Uomini del mare, all’arrembaggio!

Potrei spendere le righe che ci separano dalla vera Top 5 provando a inquadrare storicamente le ragioni della pirateria, i motivi delle sua diffusione, le rotte più battutte e altre amenità di sorta. Oppure, mentre leggete qui, potete già iniziare a calarvi nella finzione romanzesca, immaginarvi nelle vostre quattro ore del turno di riposo: è notte e per cena c’è rum e stufato di cinghiale. Intanto, in cambusa, si discute su chi siano stati i migliori pirati di sempre…

5- Yanez de Gomera. È un tigrotto di Mompracen, fedele compagno d’avventure del celebre Sandokan. Alcuni di diranno che era solo un corsaro portoghese, ma chiedete a Sandokan, vi dirà che gli voleva bene più che a un fratello. Flemmatico, sagace ma sanguigno: non è la spalla di Sandokan, ne è il complemento, tanto che in alcuni romanzi, Salgari lo promuove a protagonista principale. In un romanzo sale su di un elefante sui cui è stata aggiunta una mitragliatrice, non devo aggiungere altro, vero? Leggetevi tutto il ciclo dei Pirati della Malesia!

4– Michel DeGrammont. Lui è un personaggio storico, e mica scherzava. Poi alla storia si mescola la leggenda, soprattutto perché la sua nave è scomparsa e nessuno ha avuto più sue notizie. Yo no soy marinero, soy capitan, è quello che ha gridato, quando gli hanno chiesto come avrebbe conquistato Veracruz, la capitale della Nuova Spagna (il Messico). Ce lo racconta un avvincente Valerio Evangelisti, in due romanzi stupenti: Tortuga e Veracruz.

3- Capitan Giacomo Uncino. L’unico uomo di cui Long John Silver abbia mai avuto veramente paura. Per chi, come il sottoscritto, non sopporta i mocciosi, allora potrà pure contristarsi per la perdita della sua mano, dannato Peter Pan. Suonava il pianoforte e il violino ma, per favore, non chiedetegli come si chiamasse prima della disavventura con il coccodrillo, it’s unfair. Grazie J.M. Barrie.

2- Long John Silver. Cuoco, da quando è zoppo, e quartiermastro, da che si ricordi. Per essere uno sciancato sa il fatto suo, sì sì: ha perso una gamba conto l’Ammiraglio Hawke ma questo non gli ha impedito di diventare uno dei migliori uomini del Capitan Filnt. Doppiogiochista, ambivalente, risoluto ma anche freddo calcolatore. E, caratteristica ragguardevole per un pirata, pensa al futuro non scialacquando ogni volta tutto il suo bottino. Se l’avventura narrata da Stevenson ne L'isola del tesoro vi ha lasciato dei dubbi, allora vi consiglio di leggere La vera storia del pirata Long John Silver, redatta dal caro Björn Larsson.

1- Il Corsaro Nero. Il Conte Emilio di Roccabruna e Valpenta, ecco chi è, una delle migliori creature salgariane. Aveva altri tre fratelli, tutti morti per mano del malvagio Wan Guld, un generale olandese vendutosi agli spagnoli in cambio del governatorato di Maracaibo. Ha giurato vendetta ed è deciso come nessuno prima. Uno dei personaggi più complessi e avventurosi di sempre. Forse il pirata più epico e cavalleresco mai esistito: sbudella gli avversari, scala torrioni, assalta forti, viene trafitto e combatte lo stesso. Arriva fino ad abbandonare una donna amata in mare, quando scopre che è la figlia del governatore. Che pirata!

Ce ne sono ancora tanti, lo so. Jolanda, la Figlia del Corsaro Rosso, oppure Henry Morgan (che è stato anche il primo ufficiale del Corsaro Nero). Parliamo di Barbanera, Tremal-naik, Ben Gun, Carmaux e Van Stiller?

Avrei preferito fare una top 20, lo so. Voi chi integrereste?

Andrea H. Sesta

Andrea Sesta

Vi parlo del mio mondo perfetto: una biblioteca grande come una casa, una donna adorabile al mio fianco, del cibo delizioso e storie di pirati fino a morire. Mi piace leggere, e quando ho tempo faccio anche il resto.

4 Commenti
  1. Essendo un grande amante dei Pirati della Malesia, oltre a Yanez avrei messo ovviamente Sandokan, e forse anche Tremal-Naik. Sicuramente inserirei, però, anche l’Olonese.

  2. capito…in effetti rispetto agli altri lo è un po’di più…posso chiederti un parere? hai letto il libro di Paco Ignacio Taibo II sulle tigri della malesia? se l’hai letto, come l’hai trovato? io ho trovato interessante la chiave antimperialista che da ai personaggi salgariani, che onestamente non avevo trovato così evidente leggendo gli “originali”. Comunque, complimenti per l’articolo.

  3. Guarda, il libro di Taibo l’ho letto però non mi ha convinto tanto. Si possono dire tante cose di Salgari, non ricordo chi ha parlato addirittura di cofondatore del sci-punk, insieme a Jules Verne (!) – per via di cose come elefanti con mitragliatrici, tanto per dire. Ma una lettura antimperialista è tanto tirata quanto posticcia.

    Ecco, quando Salgari scriveva, faceva l’occhiolino ai Savoia (perché scriveva a Torino, perché era sommerso dai debiti, per tanti altri motivi), che ci piaccia o meno. Come sappiamo, il Corsaro Nero (e i suoi fratelli) erano rimasti fedeli a Vittorio Amedeo II riconescendone le virtù e la lungimiranza…

    Ma tornando “Ritornano le tigri della Malesia”, ecco, secondo me P.I. Taibo ha fatto un po’ un buco nell’acqua. C’è una venga antibritannica (come ce n’è una antispagnola nel ciclo dei caraibi), ma non la si può assolutamente leggere come una vena antiimperialista. Un esempio su tutti: Yanez si costruisce e difende con i denti il suo regno, ovvero “un portoghese” conquista un sultanato e se la tiene per sé.

    Paradossalmente, si potrebbe leggere tutto il ciclo malese come alcuni leggono il Signore degli Anelli di Tolkien: ristabilire il potere usurpato, ristabilire una monarchia, riappropriarsi degli antichi e sani valori preesistenti. Sandokan, infatti, combatte per riconquistare la sua terra, ed è da qui che Taibo parte, ma si scorda (l’autore) che la pretende perché è sua di diritto, perché il suo regno era stato usurpato e quindi combatte per il trono. Come Aragorn, ora della fine della trilogia. Ma questa, e qui sta il paradossale, è una lettura di (estrema)destra, del tutto anacronistica, no?

    Non dimentichiamo inoltre che i primi libri del ciclo malese sono usciti come romanzi d’appendice e questo ha comportato, sovente, una ricerca del cosiddetto fulmen in clausula: il colpo di scena spettacolare a fine capitolo. Per questo i nemici erano sempre più insidiosi, odiosi e imprevedibili, e le esclamazioni di odio sempre più accese e sanguigne.

    Spero di essere stato chiaro. Grazie.