Valentino santo subito

Propongo una ola tutti insieme per San Valentino, che anche quest’anno si sorbisce la bieca storpiatura commerciale della sua festa.

Ebbene sì, anche il 14 febbraio 2012 vedrà molti Fabio Volo e Benedetta Parodi regalati a partner che fingeranno di gradire e li lasceranno – si spera – marcire su scaffali anche un po’ nascosti alla vista, perché effettivamente certe visioni indispongono.

Povero Valentino, che è nato destinato allo sfruttamento: nel V secolo la Chiesa lo ha spolverato, 200 anni dopo il suo martirio, per battere a tavolino i Luperci con la loro festa della fertilità a base di sangue e di orge. Il vescovo di Terni fu infatti ammantato arbitrariamente della fama del romantico amante: la chiesa diffuse il gossip secondo cui Valentino s’innamorò della figlia cieca del suo carceriere, che fece tornare a vedere convertendola al cristianesimo. Tutto per farle leggere il messaggio d’addio firmato “dal vostro Valentino”, una frase destinata a fare storia.

Ci piace credere al Valentino ardente convertitore? Ecco a voi la Top Five delle coppie più passionali dei libri!

5. Mr. Rochester – Jane Eyre: al gradino più basso un must che ogni febbraio viene voglia di rispolverare, che la tv non fa che mandare nelle sue mille versioni su pellicola, che parla di un amore disperato, tra due disperati per ragioni che più lontane non si potrebbero pensare. Un amore per cui distanza, tempo, gelosia e menomazioni fisiche non hanno contato nulla… al quinto posto solo perché se lo metto al primo mi urlate che sono scontata!

4.  Hester Prynne – reverendo Dimmesdale: anche se questo libro, con relativo filmone, è stata la delusione più cocente che mi sono buscata nella mia carriera di lettrice, bisogna dire che le tresche coi religiosi hanno sempre quel che morboso che non ti fa staccare dalla pagina. Voto bassissimo a Nathaniel Hawthorne, il Manzoni dei poveri, ma altissimo al Gary Oldman/ Dimmesdale dell’epoca.

3. Re Artù – Lancillotto: cioè, volete che non festeggi citando il duo più di cuore del fantasy? Le nebbie di Avalon vedono un Lancilotto che non troverà mai una donna degna poiché il suo amore per Artù è troppo puro. No, non è semplice bromance, si tratta proprio di una relazione consumanta. Con tanto di threesome caratterizzato da una Ginevra di troppo. Vi dirò di più, è uno dei leitmotiv d’amore più autentico che abbia mai letto.

2. Connie Chatterley – Mellors: ci avviciniamo alla vetta, tornando alle radici. Una donna confusa, che deve risolversi pena l’esaurimento, un uomo disincantato, che deve ripigliarsi pena l’annichilimento. Mix esplosivo e anche saggio, per chi vuole assaporarsi gli aspetti istintivi e istintuali delle relazioni, sporcarsi le mani, non risparmiarsi, ascoltare i richiami nascosti. Un libro che fa un gran bene, uno stura-libido naturale e di sostanza, provare per credere.

1. Poe – Virginia Clemm:, usciamo dal libro, solo per un istante. Virginia fu la moglie e cugina del poeta sposata appena tredicenne. Amatissima e devota, scomparve dopo soli 10 anni di matrimonio. Poe non fu mai più lo stesso e – anche se, come vi ho detto, dalle pagine scritte siamo virtualmente fuori – io non ho mai sentito emergere così prepotentemente il volto di una donna, sempre lo stesso, nemmeno rieccheggiare in modo così vivido un nome femminile, sempre lo stesso, nelle opere di uno scrittore. Tutte le donne di Poe sono ancelle di morte, Virginia è tutte le donne di Poe.

Tra il serio e il faceto, quante coppie piene di pathos vi sono già venute in mente?

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

5 Commenti
  1. Bellissimo articolo!!!!! Me lo sono davvero goduta come una tazza di the all’arancia e cannella in un giorno di neve!!!! (bassa poesia mood hahaha). Comunque io resto dell’idea che Jane Eyre e Rochester non li batterà mai nessuno!!!!! =)

  2. Un articolo molto carino, e molto in tema con il momento. Volevo solo aggiungere qualche osservazione a proposito di Poe. In effetti la morte di Virginia segue soltanto una terribile sequenza di donne amate, morte giovani della stessa malattia di Virginia, la tisi: le due madri di Poe, Elizabeth, la madre naturale, che morì giovanissima con il piccolo Edgar di tre anni a testimone, in una stanza d’albergo, di questa scena traumatica, e Frances Allan, la madre adottiva amatissima, con la cui morte si concluse anche l’ultimo legame che Poe aveva con gli Allan. Virginia sposò Poe che aveva 14 anni e iniziò a star male dopo che, mentre cantava, le scoppiò una vena e da quel momento iniziò il declino. In effetti le tre donne diventano per Poe un’unico archetipo femminile – quello della madre morta ragazza – e tutte le donne di Poe sono la madre Elizabeth sovrapposta a Frances e Virginia. E’ Poe stesso a definire come sommo soggetto poetico la morte di una donna giovane e bella, e questo prima della morte di Virginia.

  3. Ciao Francesca, grazie della precisazione! In effetti ho dovuto ben condensare per ragioni di spazio, inoltre ho stigmatizzato il tutto alla sola figura di compagna d’amore, vista la circostanza festiva. Un abbraccio!