Due uomini, un mare

Chiunque sogni da tempo un viaggio sa cosa voglia dire pensarlo, organizzarlo e viverlo fino all’ultimo dettaglio nella propria testa. A volte, ci si immagina quell’esperienza così intensamente che si ha la sensazione che la partenza ci sia già stata e che tutte le emozioni che il girovagare può offrire siano già state messe in moto: si potrebbero raccontare luoghi, incontri e discorsi come se fossero già stati vissuti, talmente sono vividi nella nostra mente. È come se a mancare fosse solo la sensazione del ritorno, non quella della partenza.

 

Intanto, però, ci si scopre a fare il conto alla rovescia in attesa del gran giorno in cui si molleranno gli ormeggi.

Ma se invece di organizzare il viaggio ci occupassimo di costruire il nostro prossimo mezzo di trasporto, senza contare i giorni che occorrono a realizzarlo?

 

È così che inizia l’avventura di due uomini diversi per età, per provenienza, per storia, ma uniti dal mare. Il casuale incontro in un magazzino ligure tra un giovane clandestino, un po’ ingenuo e disorientato, e un vecchio di paese, un po’ scorbutico e testardo, si trasforma presto in una collaborazione per ultimare la barca a cui il vecchio lavorava ormai da anni, quasi senza volerla terminare. Anzi, sembra che per quell’uomo la cosa più importante non sia riuscire a salpare, ma continuare quello stesso lavoro quotidiano che lo ricongiunge alla sua giovinezza e alla sua famiglia. E quel lavoro manuale, tradizionale e paziente diventerà anche per il giovane sconosciuto un mezzo di ricordo e di nostalgia della propria casa.

 

I due scoprono così che quei gesti artigianali per costruire gozzi, ritenuti così particolari, sono in realtà comuni a quei popoli che, seppur lontani, si affacciano sugli stessi mari.

L'uomo che non contava i giorni di Alberto Cavanna, come del resto il suo Da bosco e da riviera, ci racconta di vite legate ad un'artigianalità sapiente, ai ritmi naturali del lavoro e a quella tensione fra andare e restare che viene resa ancora più evidente da modi di vivere che stanno ormai scomparendo.

 

Sarà la vita ad obbligare quel vecchio a prendere coscienza di non avere mai avuto in mente viaggi per quella barca e ad obbligarlo ad intraprenderne uno: la barca viene messa in mare, spinta solo dalla forza dei remi e del vento “che non ha padroni e non si paga”, per portare ciascuno dei due uomini incontro al proprio destino, incontro a due approdi diversi. Due approdi di libertà.

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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