Le domande che non sappiamo di avere

Lo ammetto, quando mi consigliano un libro passa sempre parecchio tempo prima che io lo legga (ammesso che lo faccia mai).

Generalmente chi ci consiglia un libro conosce i nostri gusti e pensa che quello che ci sta proponendo sia qualcosa che sicuramente ci interesserà e ci piacerà. In molti casi avrà anche ragione perché sa cosa di solito cerchiamo. È più o meno quello che capita quando ci colleghiamo a un sito per comprare un libro o una qualunque altra cosa e compare la scritta "altri utenti hanno acquistato anche questo", con altri prodotti in linea coi nostri interessi.

In questo modo però otteniamo semplicemente quello che desideriamo. 
Mark Forsyth, nel suo L'ignoto ignoto. Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi, cita l'esempio di Elisabeth e Mr. Darcy che all'inizio di Orgoglio e Pregiudizio si disdegnano vicendevolmente e in seguito si innamorano perdutamente. O quello di Romeo e Giulietta, che se avessero guardato solo ai propri cognomi non avrebbero mai vissuto il loro amore.

Forsyth ci ricorda una cosa molto semplice: ci sono cose che sappiamo, cose che sappiamo di non sapere e cose che non sappiamo di non sapere. "Signore, liberaci da ciò che sappiamo di volere. Dacci qualche nuovo desiderio, quanto più strano tanto meglio", dice lui.

Il suo libro non è in vendita. È edito da Laterza e io l'ho trovato per caso, gratuitamente, mentre compravo un giornale in edicola. Andate in una libreria e cercatelo e se non lo troverete ma troverete qualcosa che non sapevate di stare cercando ne sarà valsa la pena.

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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