Oggi fermiamoci un momento

Non so se vi sia mai capitato di assistere a discussioni in cui si fa a gara a mostrare che si lavora più di tutti e che gli altri stanno bene nel proprio finto lavoro perché in realtà non fanno nulla.

Non si tratta di una nobile etica del lavoro portata all'estremo, ma di un'etica divenuta pura retorica. Il lavoro non è più uno strumento dell'uomo per raggiungere degli scopi, ma diventa qualcosa di fine a se stesso. Forse è per questo che certi discorsi vanno di pari passo con quelli opposti in cui si sogna di mollare tutto e di andare a vendere lattine di Coca Cola su di una qualche spiaggia tropicale. Generalmente a farli sono le stesse persone che poi il giorno dopo tornano al proprio lavoro di sempre, annoiate e frustrate, e non riconoscno più il senso di quello che fanno.

Fermiamoci un secondo e pensiamo a quale direzione stiamo imboccando. In questi anni sono usciti vari testi che parlano di downshifting, di rallentare e di scalare la marcia.  Ad alcuni sembrano utili, ad altri utopistici. Qualche lettore abbraccia qualche guru, mentre altri dicono che chi ha avuto la possibilità di fare deterninate scelte le ha fatto solo perché in possesso di un certo reddito. Un esempio del successo editoriale di questi libri è Adesso basta. Lasciare il lavoro e cambiare vita (arrivato alla quindicesima edizione) di Simone Perotti che racconta la sua esperienza personale e che si propone come manuale pratico per ripetere il suo successo, garantendo che non serve essere milionari per realizzare il proprio sogno.

Forse a volte è davvero più facile di quello che si pensi scalare la marcia, ma sicuramente ognuno ha la propria storia e la propria situazione che possono fare grosse differenze. Poco importa. La questione fondamentale è ciò che Kurt Vonnegut racconta in Quando siete felici, fateci caso: quando lui chiese a Joseph Heller, l'autore di Comma 22, cosa ne pensasse del fatto che il padrone della casa in cui si trovavano per una festa avesse fatto più soldi in un solo giorno di quanti Heller ne avrebbe mai fatti col suo famosissimo libro in tutta la sua vita, l' altro gli rispose: “Io ho qualcosa che lui non potrà mai avere. Io ho la consapevolezza di avere abbastanza”.

Prima di comprare un qualunque manuale, di decidere di cambiare o di restare uguali, dovremmo solo diventare consapevoli di questo.

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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