Siate affamati, siate folli, siate incoerenti

Photo credit: Walter Bonatti

Se andate tutti i giorni al lavoro in auto e non avete voglia di ascoltare per l'ennesima volta quell'unico cd che secoli fa, per sbaglio, vi siete ricordati di portare con voi mentre uscivate di casa, ascoltate sicuramente la radio.

Durante la pubblicità sull'unica stazione che vi piace, proverete a sintonizzarvi su qualche altra frequenza trovando solo rosari, speaker inascoltabili e musica che spesso vi farà rimpiangere il vostro “cd remix” che avete masterizzato nel 1990.

Nel 1984, invece, a chi ascoltava la radio tra le 6 e le 9 del mattino poteva capitare di sentire la voce di Walter Bonatti. Nelle Fiat Uno e nei tinelli delle case riecheggiavano i racconti delle sue avventure in giro per il mondo.

Walter Bonatti è un personaggio interessante perché non si è mai fossilizzato su se stesso. Da alpinista raggiunge grandissimi risultati, ma questo non gli impedisce di guardarsi intorno e cercare nuove sfide oltre alle montagne. Dopo aver scalato il K2 e aver compiuto una scalata solitaria del Cervino, si dedica ai reportage per Epoca. Ma nemmeno quella fase è definitiva e così, conclusa la collaborazione con la rivista, si dedica alla scrittura di libri e approda in radio.

Giorno per giorno, l'avventura è il libro che raccoglie gli appunti radiofonici con cui Bonatti aveva preparato i suoi interventi e le foto che lui stesso avevo scattato durante i suoi viaggi.

È un libro che fa viaggiare, come si dice, e se già questo basta per avere un buon motivo per leggerlo, in realtà è interessante perché ci mostra un aspetto diverso dell'alpinista che in qualche modo conosciamo tutti.

“Una stupida coerenza è l'ossessione di piccole menti, adorata da piccoli uomini politici e filosofi e teologi. Con la coerenza una grande anima non ha, semplicemente, nulla a che fare. Tanto varrebbe che si occupasse della sua ombra sul muro. Dite quello che pensate ora con parole dure, e dite domani quello che il domani penserà con parole altrettanto dure” scriveva Ralph Waldo Emerson. Ecco, Bonatti ha avuto il coraggio di cambiare, di non continuare a fare una cosa che magari non sentiva più sua solo perché gli riusciva bene e gli altri si aspettavano che la facesse. Dobbiamo avere il coraggio di essere incoerenti: non nel senso di cambiare idea ogni cinque minuti o di dire una cosa e poi farne un'altra, ma di avere il coraggio di non fossilizzarci su noi stessi per restare fedeli a una qualche idea passata che abbiamo avuto di noi stessi e che adesso non sentiamo più nostra.

Walter Bonatti era mosso dal desiderio di “scoprire se stesso sullo sfondo di una grande natura intatta” e non ha avuto paura di eseguire variazioni sul tema. Non ha temuto che criticassero le sue foto dicendogli “non sei un fotografo” o che gli dicessero “non sei un reporter”.

Il risultato di questo coraggio è raccolto in Giorno per giorno. E non solo.

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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