Undici ore e quarantanove minuti al Salone del Libro

Undici ore e quarantanove minuti. Quando vado a pagare alla cassa automatica del parcheggio mi stupisco del tempo che anche oggi ho trascorso da visitatore all'interno del Salone del Libro di Torino.
Dopo una giornata a parlare di libri tra i libri, tolgo il cellulare dalla tasca per riconnettermi al mondo e capire se L'uomo sulla bicicletta blu, Lo scultore, qualcuno che ha Un giorno per disfare e qualcun altro che "quando è felice ci fa caso" non siano gli unici esseri rimasti su questo pianeta, magari bloccati all'interno di qualche Porto Proibito (per giunta finito insieme a tutto il resto nel mio carrello della spesa). Controllo la mail e trovo un promemoria della redazione che mi ricorda che devo pubblicare un pezzo! 

Panico… I giorni in fiera e le serate alcoliche che questa si porta dietro non aiutano a farsi venire una buona idea. Non credo che a qualcuno interessi la mia pausa caffè all'autogrill per non addormentarmi o la discussione sui giornali col benzinaio, no? O del fatto che i miei compagni di viaggio si siano addormentati contemporaneamente pronunciando all'unisono le parole "Tranquillo, ti facciamo compagnia noi".

Ma alla fine sarebbe paradossale aver passato un week end così e non avere proprio niente da dire. Siamo partiti, abbiamo incontrato libri, editori, librai e lettori e non ne parliamo?

Innanzitutto la prima impressione: al momento non abbiamo ancora i numeri ufficiali ma la sensazione è che quest'anno ci fosse ancora più affluenza dell'anno precedente, cosa che non può che essere positiva (ok, anche un po' negativa quando siete in fila). La partecipazione agli incontri, anche a quelli più settoriali, è stata alta e questo fa pensare che sia vero che "I libri se la cavano sempre", come dicono a Minimum Fax. 
In cantiere le case editrici hanno parecchi progetti interessanti, come quello di Iperborea che dal 20 maggio al 5 giugno porterà il Grande Nord a Milano con il suo festival I Boreali.
E per qualche consiglio sui titoli presentati? Rubatelo tra le prime righe di questo articolo, noi ve ne parleremo presto!

Marco Combi

Sostenitore del pensiero viandante e discepolo del nomadismo, interiore e non. Quando viaggia, legge. Quando legge, viaggia. In perenne ricerca della domanda giusta che gli faccia capire quali sono le risposte che sta cercando.

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