Bastien Vivès | Fatality!

Se come me siete cresciuti sparando a delle anatre 8 bit con una pistola di plastica – sbeffeggiati da un odioso cane ogni volta che mancavate la mira* – o trascorrevate i pomeriggi sfidando a gare di insulti e di sputi pirati che si sognavano di essere fighi come voi, non potrete non apprezzare questo albo, appena uscito per i tipi di Bao Publishing.

Ma anche se non doveste avere avuto un passato così socially awkward avrete certamente dei conoscenti, amici o parenti i cui comportamenti troverete perfettamente descritti e riconoscibili in Fatality! di Bastien Vivès. 

fatality cover

Dai giochi di ruolo con nani e orchi ai picchiaduro con la loro sequela di personaggi indimenticabili, in questo volume vengono magistralmente descritte tutte le patologie più comuni dei gamer, tanto nei loro aspetti più divertenti e buffi, quanto in quelli negativi, al limite della ludopatia.

Vivès stupisce ancora una volta per la sua abilità nel descrivere il comportamento umano in modo profondo, pur fornendo pochissimi dettagli. In questa lunga serie di sketch i dialoghi infatti sono inframezzati da lunghi silenzi e ridotti all’osso, così come sono minimali i movimenti dei personaggi che animano le vignette, ma non per questo il risultato è meno riuscito. 

Finiamo per domandarci da che parte stia l’autore, che da un lato sembra empatizzare con i nerd e prendersi a cuore la battaglia per la dignità dei video games come un hobby qualunque, ma dall’altro – complice il cinismo che lo contraddistingue – prende le distanze dai meccanismi maniacali de “l’ultima partita e arrivo”. 

Fatality! dopo Questioni di cuore e L'importanza di chiamarlo fumetto è la terza delle sei raccolte tematiche di Vivés tratte dal suo blog e noi non vediamo l'ora di leggere anche le prossime. 

*Una leggenda metropolitana dice che alcuni giocatori abbiano trovato il modo di utilizzare la pistola per sparare al cane. Se solo lo avessi saputo 20 anni fa. 2pg
Bastien Vivès, Fatality!, Bao Publishing 192 pagine, 9,90 euro.

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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