David Cantolla e Juan Díaz-Faes | Il kung fu per imprenditori del Maestro Yan

A volte, l’unica differenza tra ottenere o no una cosa è avere
un obiettivo chiaro e essere disposto a perseguirlo con passione…

 

Conoscete Pocoyo? Nell’inverno tra il 2013 e il 2014 diventò un personaggio chiave nella mia famiglia perché fu l’unico capace di calmare il mio nipotino e a bloccarlo per un poco sulla poltrona con lo sguardo fisso al televisore. La storia è molto semplice così come il protagonista dell’intera serie animata: un bambino piccolo (molto piccolo) parla come un bambino piccolo (decisamente troppo piccolo) e fa cose da bambino piccolo (veramente piccolo) con i suoi amici piccoli (ma davvero piccoli). Il successo di Pocoyo? La logica conseguenza di tutte queste caratteristiche appena elencate: poter essere facilmente compreso da tutti i bambini, infanti compresi. Perché vi sto raccontando di Pocoyo? Perché ne Il kung fu per imprenditori del Maestro Yan,Juan Díaz-Faes disegna le avventure raccontate da David Cantolla, il creatore di uno dei personaggi più amati e famosi in tutto il mondo, tanto da ottenere nel 2006 l’ambito BAFTA per la miglior serie di animazione prescolare.

kungi00Il kung fu per imprenditori del Maestro Yan, però, non vuole essere il racconto della fortuna che David Cantolla trovò con Pocoyo bensì ciò che visse negli anni precedenti alla sua creazione, prima di rimettersi in piedi e ricominciare a guardare il mondo con ottimismo. Juan Díaz-Faes, infatti, si concentra maggiormente sul  lavoro precedente alla nuova avventura di David Cantolla nella quale l’imprenditore si lanciò proprio a causa di un debito per milioni di euro che cambiò letteralmente la sua vita. Erano gli anni Novanta e la crescita dell’economia della rete sembrava non avere confini. Nei primi anni del Duemila, però, una bolla finanziaria causò una crisi pazzesca nella quale giovani imprenditori come David Cantolla videro crollare i propri progetti e anni di studi e di lavoro in pochi mesi.

E la tecnica scelta da David Cantolla e Juan Díaz-Faes per raccontare la discesa nei bassifondi imprendit_int2della crisi è da rimanere attaccati alle tavole anche di notte: ho letto Il kung fu per imprenditori del Maestro Yan come se fossi stata in apnea, trattenendo il respiro mentre correvo verso la fine del graphic novel, immergendomi sempre più, anno dopo anno, nel passato dell’imprenditore spagnolo che viene raccontato nella prima parte dell’opera, dal culmine della crisi (quando a David Cantolla non rimangono altro che 5 euro nel portafogli!) ai tempi dell’università, quando ancora era facile sognare con l’amico (e poi socio d’affari), Luis. Ma come riorganizzare la propria vita e il proprio lavoro? Come riuscire a rialzarsi e ricominciare a ricredere nei propri sogni? Il Kung fu per imprenditori del Maestro Yan ce lo insegna, lasciando spazio poi a piccole lezioni del Maestro Yan che non solo tenta di insegnarci la vita ma, soprattutto, a renderci più comprensibili le manovre economiche che hanno cambiato e rivoluzionato le vite dei nuovi imprenditori nell’era del web.

È incredibile, poi, come da una crisi così terribile ci si ritrovi di fronte a una storia fatta di persone che non hanno mai smesso di lottare per i propri sogni, perché è proprio durante un naufragio che bisogna decidere da che parte stare, se restare fermi a galleggiare nell’attesa di essere salvati da qualcuno o se decidere di cominciare a nuotare in una direzione scelta a caso, cercare di salvarsi  tentando l’impossibile perché a volte, a furia di tentativi, qualcosa di buono può anche succedere. E David Cantolla (e il suo BAFTA!) ne sono la dimostrazione.

David Cantolla e Juan Díaz-Faes; Il kung fu per imprenditori del Maestro Yan; Tunué; 288 pp; euro 12,90.

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

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