Kerascoët, Hubert | Bellezza

“Mab non può cambiare la realtà, brutta sei nata, brutta restarai.
Tuttavia se Mab non può cambiare la natura può trasformare la percezione.
La bellezza vuoi, la bellezza avrai.
Agli occhi delle altre persone sarai l’ideale della bellezza fatta donna.”

 

Oggi parliamo di un graphic novel con fate, castelli, principi e combattimenti. Ma non fate l’errore di scambiarla per una fiaba o un racconto per bambini: la crudeltà è dietro l’angolo e se c’è una morale, non è esattamente quella di una favola di Esopo. 

C’era una volta una ragazza povera che – a causa del suo lavoro – odorava continuamente di pesce, tanto che veniva chiamata da tutti Baccalà. E non solo, era pure bruttina, con le orecchie a sventola, gli occhi in fuori e senza mento. Disperata per la sua bruttezza e per le continue beffe che gli abitanti del suo paese si fanno di lei, si trova a piangere in riva ad un lago dove una sua lacrima libera da un incantesimo la fata Mab, disposta a quel punto ad esaudire ogni suo desiderio.
unnamed“Voglio essere bella come le altre!” dice Baccalà. Ma se le fate non hanno il potere di cambiare le fattezze umane, possono invece trasformare la percezione che tutti hanno di lei, così da farla apparire l’essere più bello mai esistito, al quale nessuno può resistere.

Fin qui tutto bene, se non che questo incantesimo si trasforma in una maledizione per la povera Baccalà, adesso conosciuta da tutti come Bellezza. Con il desiderio di conquistarla, principi e re faranno scoppiare guerre e un avrà inizio un lungo susseguirsi di disavventure e peripezie: un rocambolesco percorso picaresco di centoquaranta pagine con un finale decisamente brillante.

La genialità di questo graphic novel la troviamo a più livelli. Ad un livello più semplice ci insegna che certamente non basta essere belli belli in modo assurdo (cit.) per essere felici. Vero è che Baccalà non lo era nemmeno ad inizio storia, ma dopo l’incantesimo diventa lei stessa vittima della sua bellezza, spesso comportandosi in modo egoista e superbo. E qui scatta un secondo livello di riflessione in cui – a differenza di molte fiabe – il carattere ci viene presentato come risultante del vissuto più che come inclinazione naturale. I personaggi non sono descritti come piatti e monocaratteriali, ma capaci di cambiare in base alle circostanze e dotati di vita propria. Ad un livello più alto il ribaltamento di ruoli e il cambio di prospettiva è rappresentato anche graficamente con continui cambi di connotati della protagonista: quando è vista da altri personaggi è rappresentata come Bellezza, ma quando è sola torna ad essere Baccalà, la ragazza bruttina di inizio storia. E paradossale resta il fatto che lei non si sia mai vista come appare agli altri e fino alla fine rimanga ignara delle sue sembianze. 

Più di una fiaba, più di una riflessione sulla psicologia comportamentale, ben oltre una critica sull’eccessivo ruolo delle apparenza, tutto questo in una graphic novel.

Dimenticavo, l’albo si presenta con una copertina cartonata rosa fluo con vernice UV spessorata su carta naturale, interni di carta avoriata, stampa in bicromia nero e oro e dorso istoriato. Cosa state facendo ancora davanti al computer?

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Kerascoët, Hubert, Bellezza, Bao Publishing, 144 pagine, 21 euro. 

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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