Pedro Brito e João Fazenda | Tu sei la donna della mia vita, lei la donna dei miei sogni

Tra le cose che più mi angoscia ogni giorno è sapere che nel mondo ci sono moltissimi artisti e scrittori dalla bravura eccezionale di cui io, però, neanche immagino l’esistenza.  È la stessa sensazione che prende il lettore per lo stomaco quando entra in una libreria e si rende conto che probabilmente una vita intera non gli basterà mai per leggere tutto ciò che merita di essere letto tanto da provare una rabbia immensa quando si ritrova a "perdere tempo” dietro a pagine che si pensavano meravigliose e invece no, solo parole incastonate fra loro a malo modo. Un mondo terribile, insomma, dove tanti sconosciuti, soprattutto internazionali, non riescono ad arrivare sotto i nostri occhi per colpa di mancate traduzioni: fortunatamente esistono gli imprevisti. Poche settimane fa mi è capitato di incontrare a una fiera di settore i ragazzi di MalEdizioni e ritrovarmi fra le mani Tu sei la donna della mia vita, lei la donna dei miei sogni la cui storia è stata scritta da Pedro Brito e disegnata da João Fazenda: quasi banale dire che insieme hanno creato un’opera a dir poco passionale (sì, passionale perché c'è tanto di quell'amore fisico in quest'opera che nemmeno te l'aspetti). Che poi, l’avete mai letto un fumetto che racconta anche di come questo genere sia sostanzialmente (cito) né carne né pesce?

Non la sopporto quella roba! Penso sia un’amalgama di due arti distinte e alla fine non ne viene fuori niente di definito. Non è letteratura, con quel linguaggio infantile che non ti riesce mai a catturare, e graficamente è molto inferiore alla pittura o a qualunque espressione grafica.

Brito_Fazenda_cover_ok

Il protagonista di questa storia è ancora una volta uno scrittore, Tomás, che si ritrova a passeggiare fra le vie della propria città in piena crisi esistenziale, creativamente e sentimentalmente parlando. Un escamotage fin troppo utilizzato che in quest’opera, però, viene sottolineata dal tratto forte e simbolico di Joãn Fazenda che con il colore rosso crea spazi e movimenti nelle proprie tavole con soggetti di color nero, rendendo la storia dinamica, veloce, quasi come se i personaggi volessero uscire dai propri margini creando ombre e chiazze di colore che rendono in modo diretto i pensieri e le sensazioni di Tomás ed Elsa, la compagna pittrice dello scrittore che creerà non pochi problemi nella vita del protagonista.

In effetti, il tentativo di Elsa di rimediare a un legame come se fosse una tela bianca da ricucire sarà destinato a complicare la vita di Tomás, il quale capirà come la propria vita necessiti di ventate d’aria fresca solo grazie a un nuova musa ispiratrice (aggiungerei, a dir poco particolare). Tu sei la donna della mia vita, lei la donna dei miei sogni racconta la difficoltà di stare insieme quando la vita riserva ostacoli su ogni fronte esterno alla relazione ma che inevitabilmente si riflettono nella quotidianità, quando ogni piccola osservazione diventa la scusa per una guerra da combattere fino agli ultimi stenti; di come in momenti simili qualsiasi intromissione esterna possa diventare la miccia pronta a far esplodere tutto ciò che è stato costruito fino a quel momento.B&F

MalEdizioni porta in Italia un’opera dove la passione per la vita e i propri sogni (e quindi non solo quella che nasce sotto le lenzuola!) fa da corona, dove la necessità di cambiare e crescere fa da protagonista. E se parlavo di maestria è proprio perché gli autori di quest’opera sono entrambi conosciutissimi nel mondo dell’illustrazione tanto che Tu sei la donna della mia vita, lei la donna dei miei sogni è stato premiato come miglior graphic novel portoghese al Festival Internazionale del Fumetto  di Amadora del 2001. I ringraziamenti, poi, vanno alla casa editrice bresciana che ha portato in Italia questo graphic novel tutto speciale in un formato da divorare sotto le coperte.

Pedro Brito e João Fazenda; Tu sei la donna della mia vita, lei la donna dei miei sogni; MalEdizioni; 104 pp; quindici euro.

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.