Prison Pit | Johnny Ryan

Oggi volevo parlarvi dell’ennesima/o graphic novel impegnata che tratta olocausto, problemi razziali, conti in sospeso con il passato, guerra e morte. Poi ho pensato che siamo ancora ad agosto, molti di voi sono ancora in spiaggia – o forse a mettere su Instagram foto di spiagge al solo scopo di tediare chi in spiaggia non c'è – e posticipare gli argomenti impegnati di un mese mi è sembrata la cosa migliore da fare.

Per cui ecco che parleremo di Johnny Ryan, creatore di alcuni tra i fumetti più bizzarri e deviati che esistano, nonché ottime letture da ombrellone.
Sempre di battaglie e spargimenti di sangue si tratta, ma nella modalità più trash che ci possa essere. Johnny Ryan si diverte infatti a disegnare tutto quello ciò che è volgare e politicamente scorretto, o come è stato giustamente detto qua, a Ryan piace giocare a fare il punk.

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‘Prison Pit’ è l’opera per cui è maggiormente conosciuto, uscito serialmente negli Stati Uniti per Fantagraphics  – che presto pubblicherà il quinto episodio.
Grazie a The Milan Review i primi due volumi sono stati tradotti in italiano e pubblicati congiuntamente lo scorso marzo con il titolo “Il Pozzo di Sangue” (traduzione opinabile, anche se sì, il sangue c’è eccome).

 coverUn umorismo adolescenziale che vi ricorderà i disegni stupidi che facevate in classe pur di non ascoltare i professori, pieni di pugni, peni, mutilazioni continue, brufoli che esplodono e tanta, tanta violenza.

Il protagonista si chiama C.F., ossia Cannibal Fuckface  (giustamente tradotto Cannibal Faccia di Cazzo) un wrestler costretto a difendersi da cattivissimi nemici che lo attaccano continuamente in una cornice post atomica.

C.F. è presto diventato un’icona del fumetto indipendente ed esistono ormai varie action figure, modellini in carta e addirittura una bellissima versione amigurumi. Roba da fare impazzire i fedelissimi del Comicon.

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 La trama? La trama non c’è.

Ed è questo che fa amare così tanto questo fumetto, come si vede dalla sua pagina facebook, molto seguita e con una  descrizione piuttosto esaustiva: “This is a fucking book about monster men beating the living shit out of each other”.

La spettacolarizzazione della violenza, unita all’atmosfera fetish, il non-sense, l’imprevedibilità, la stupidità e volgarità, elementi che si uniscono perfettamente e ci fanno ricordare le interminabili battaglie di Dragonball o di qualsiasi cartone animato o film picchiaduro.

E da vera fan penso subito che per fare fumetti così Johnny Ryan deve avere una mente geniale, oltreché matta, e non può che essere divertente essere suoi amici. Tanto che lo ho aggiunto su facebook ed ecco che dalla nostra non-amicizia scopro che ha grandi occhiali da nerd, un gatto nero, ma ecco, per il resto sembra piuttosto normale. Johnny Ryan è davvero il tuo ipotetico compagno di banco.

conclusion

 Johnny Ryan – “Il Pozzo di sangue Vol. I” – The Milan Review, 248 pp., 2013

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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