Richard McGuire | Qui

Molto più di un susseguirsi di illustrazioni, profondamente diverso da un fumetto tradizionale, antitetico rispetto a un libro. Che cosa è Qui?

Ad un primo sguardo può sembrare un insieme di illustrazioni ad acquerello, ben curate nei dettagli, ma senza una storia che le lega tra loro. E invece la storia c’è eccome: Richard McGuire è riuscito a creare un tipo di narrazione totalmente nuovo, il cui protagonista è il dove ma che finisce per raccontarci una storia totale, con una durata di oltre tre miliardi di anni, la storia del mondo.

L’embrione di questo graphic novel, se così lo vogliamo chiamare, lo troviamo nelle 36 vignette pubblicate su Raw nel 1989. L’originalità di questa storia viene subito notata da niente di meno che Chris Ware che dice:

Here è uno dei fumetti più belli che siano mai stati fatti. La prima volta che l’ho visto è stato come se all’improvviso avessero disseppellito un edificio che era in gran parte sepolto. Mi sono detto: “Allora si può fare molto più di quello che pensavo.” Non riesco a trovare nessun altro singolo fumetto che abbia cambiato il mio pensiero in modo più radicale. E so che molti altri fumettisti, grazie a Here, hanno iniziato a pensare a quello che potevano fare. Ogni tanto arriva un artista che prende il potenziale accumulato dalla propria disciplina e lo riformula in un modo del tutto nuovo di vedere o sentire: credo che Richard McGuire abbia fatto questo per il fumetto. Penso che Here abbia rivoluzionato le possibilità narrative del fumetto. McGuire è un genio e quello che ha dato a ogni lettore con Here è stato un modo personale e singolare di guardare la vita. Here è un’opera letteraria e artistica diversa da qualunque altra cosa abbiate mai visto o letto. Un libro così esce una volta ogni decade, forse ogni secolo.

cover qui

McGuire dopo venticinque anni decide di riprenderla e ampliarla creando un volume di 150 tavole, che va dall’inizio dei tempi, con i ghiacci primordiali del 110.000 a.C. fino al 2313 d.C., passando per dinosauri, indiani d’america e contemporaneità. E senza spoilerare troppo il futuro, a quanto pare non finiremo troppo bene.

L'elemento che più colpisce è la moltitudine di punti di contatto tra i diversi momenti della storia: litigare, giocare o perdere oggetti negli anni sessanta non è così diverso che farlo nel duemila, lo stesso vale per ballare o piangere.

Il medesimo spazio fisico diventa così teatro (e quale migliore parola di “teatro” per descrivere più eventi che si compiono tutti nello stesso spazio?) per le vicende di nativi americani, costruttori di case, feste in costume, coppie e poi ancora famiglie con le loro vicende personali. L’alterazione della linea cronologica standard, insieme alla scelta di disporre nella stessa tavola elementi appartenenti a epoche diverse, comunica una visione ciclica del mondo, alimentata dalla somiglianza delle immagini primordiali con quelle del futuro: il nulla iniziale e il nulla finale.

La visione ciclica della storia fa sì che non arriviamo mai ad affezionarci troppo a quello che vediamo scorrere davanti a noi: chi se ne importa se quella casa costruita con tanta fatica nel 1700 sta prendendo fuoco? Ci costruiranno qualcos’altro, no?  
In un lasso di tempo così dilatato le singole esistenze umane finiscono per risultare insignificanti, i fantasmi del futuro e del passato convivono in un unico spazio in cui il tempo diventa l’unica dimensione significativa, dando vita a un tipo di narrazione mai sperimentato prima. 

Richard McGuire, Qui, Rizzoli Lizard, 2015, 304 pagine, 25 €

here ballerine

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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