Vincenzo Filosa | Viaggio a Tokyo

Ho provato anch’io a rigare dritto…Ma…non fa per me…devo avere qualche demone in corpo

Se vi aspettate un resoconto di viaggio standard, di quelli autobiografici con un arco narrativo tradizionale, ecco, avete sbagliato libro.

Il viaggio a Tokyo di Vincenzo Filosa più che un classico journey può essere definito un trip, un viaggio psichedelico, un tuffo nella cultura e nella tradizione giapponese, ricco di rimandi e ri ferimenti al folclore locale e privo di qualsiasi proposito didattico.

COVERFILOSAIl verso di lettura già ci pone in una condizione di straniamento: non leggevo da destra a sinistra dagli ultimi numeri di Dragonball nel 1997 e riabituarsi non è stato immediato. Questo è solo uno dei numerosi rimandi al fumetto tradizionale giapponese: l’intera storia è un continuo tributo al genere Gekiga, a fare da protagonista è l'ossessione che il narratore nutre per i disegni dei fratelli Yoshiharu Tsuge e soprattutto Tadao Tsuge. Incontrare Tadao diventa l'obiettivo unico e irrununciabile del protagonista: non vi diciamo se ce la farà o no, ma speriamo che l’importanza data a questi autori risvegli in qualche editore italiano la voglia di pubblicarli.

I capitoli si susseguono con diversi stili di disegno, continui omaggi ai diversi generi; questo ci dà un'idea della versatilità e bravura di Filosa, senza che il tratto perda mai la propria identità. 

La dipendenza del protagonista da farmaci rende la narrazione poco affidabile, finiamo per domandarci se cioé che è descritto è un evento reale o un’allucinazione, ma poco importa, siamo ormai nel campo del metafumetto

Il fascino di questo graphic novel è nella sua stessa struttura, circolare e vorticosa: tra quartieri a luci rosse e foreste dei suicidi, il protagonista cerca la propria identità. Un nuovo modo di raccontare un viaggio, onirico, grottesco ma molto più valido e personale di tanti resiconti di viaggi. 

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Vincenzo Filosa, Viaggio a Tokyo, Canicola Edizioni, 2015, 272 pagine, 18,00 € 

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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