Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau | La scimmia di Hartlepool

Quando studi la Storia una cosa è sempre certa: la Francia odia l’Inghilterra e l’Inghilterra odia la Francia, sempre. Non ho mai ben compreso il motivo di tanto astio così come non ho mai ben compreso i capitoli “causa della guerra X”: perché tanto disturbo? Basta odiarsi e non parlarsi se non ci si sta simpatici. Tutti quei capitoli introduttivi alle svariate guerre di questi secoli mi son sempre sembrati un tentativo di arrampicarsi sugli specchi per tentare di spiegare ciò che è così scontato: l’istinto umano. Ed è stato proprio il graphic novel di Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau, La scimmia di Hartlepool, a ricordarmelo e a confermarmi, ancora una volta, come la Storia sia il frutto di infiniti errori umani che, per orgoglio, tentano ogni volta di essere giustificati o, più semplicemente, di essere nascosti in piccoli angoli della propria nazione, come fossero polvere da nascondere sotto il tappeto. Ecco, Hartlepool è proprio uno di questi.

hartlepool_cover_hr_webQuando presi fra le mani il volume edito da Tunué non sapevo cosa aspettarmi: colori meravigliosi, questo sicuramente sì, e sfondi altrettanto divini ma della trama, delle vicissitudini, non mi ero fatta nessuna idea. Il mio salto nel vuoto ne La scimmia di Hartlepool, quindi, è stata un’inaspettata discesa alle origini, una storia che a una prima lettura può sembrare una tragi-commedia per poi scoprire, con immenso stupore e grazie a un saggio finale firmato Pierre Serna (direttore dell’Istituto di storia della Rivoluzione Francese e professore dell’università di Paris I-Panthéon-Sorbonne.) che l’idea di fondo trae spunto da una famosa leggenda, uno di quei miti di cui si sa poco ma che ritraggono fedelmente il contorto animo umano.

Come ha potuto nostro signore onnipotente essere tanto distratto da arrivare a creare l'inghilterra? Va oltre ogni comprensione..

È così che Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau aprono le danze su un vascello francese con direzione l’Inghilterra. C’è un capitano, Louis Armand Narraud, c’è un ragazzino, un biondino sul quale cade subito l’attenzione, e c’è una scimmia con una divisa da soldato francese. Pare quasi una mascotte, quel scimpanzé, eppure con la sua semplice presenza sarà destinato a diventare la chiave dell’intera storia, una leggenda – come dicevamo – ambientata nel periodo napoleonico. E cosa può accadere a poca distanza dalle coste inglesi? Un temporale improvviso farà naufragare la nave francese e se parte della ciurma finirà negli abissi del mare, la scimmia riuscirà a sopravvivere alla forza delle onde ignara di quanto queste siano ben meno pericolose, però, della violenza dell’uomo. Il ritrovamento della scimmia da parte degli inglesi, infatti, diventerà un modo per alimentare il proprio astio contro i cugini francesi, un ridicolo gioco nel quale un popolo bigotto e fin troppo convinto dei propri ideali nemmeno si accorgerà che la divisa francese non nasconde un uomo bensì un primate. E che farsene di un francese se non impiccarlo?

le-singe-de-hartlepool-planche-1 (1)La scimmia di Hartelpool racconta di come ignorare la veridicità dei fatti possa storpiare la realtà; di come i bambini, con la loro innocenza, crescano con idee sbagliate, tristi e spesso talmente improvvisate da non avere una risposta a domande più curiose. E se il disconoscimento di una scimmia può sembrare una trovata quasi divertente, la cattiveria umana e l’incapacità di giudicare e prendere una posizione rimangono un dubbio così attuale da rendere l’opera di Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau inaspettatamente profonda e ricca di valori.

 

Wilfrid Lupano e Jérémie Moreau; La scimmia di Hartlepool; Tunué; 128 pp; 16,25 euro.

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

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