#hovistocase – Il contest con Bollati Boringhieri

I libri non si prestano. E non tanto perché alla fine non tornano mai indietro, quanto piuttosto perché prestare è come regalare qualcosa con una data di scadenza. Un libro con l’expiration date. Certo, leggilo, tienilo quanto vuoi, ma sappi che è il mio, non il tuo, e che me lo devi ridare, a un certo punto. Quando? Il prima possibile.
No, i libri non si prestano, perché prestarli è fare un dispetto ai propri amici. Piuttosto si regalano, quello sì. E regalare un libro, nonostante sia il rifugio delle canaglie sotto Natale, è sempre cosa gradita.

Con gli amici di Bollati Boringhieri abbiamo deciso di darvi la possibilità di vincere cinque copie fuori commercio di un noir mozzafiato che raccolto l’entusiasmo del signor Stephen King: «Fantasmi, omicidi, un terrificante psicotico all’apparenza normale e una scrittura straordinaria».   

Si tratta de L’apparenza delle cose, di Elisabeth Brundage, un libro con elementi gotici, soprannaturali, mystery e suspense, che compongono una trama ricca di riferimenti artistici e filosofici.

bollatiUn pomeriggio d’inverno nello Stato di New York, George Clare torna a casa e trova la moglie assassinata e la figlia di tre anni sola – da quante ore? – in camera sua. Da poco, con riluttanza, George ha accettato un posto in un college locale come insegnante di Storia dell’arte, e si è trasferito con la famiglia nella vicina cittadina. George diventa subito il sospettato numero uno, e mentre i genitori cercano di salvarlo dalle accuse, un implacabile poliziotto si incaponisce nel dimostrare che Clare è un crudele assassino. L’omicidio di Catherine non resterà l’unico, ne verranno altri, e ci vorranno più di vent’anni prima che una forma di giustizia faccia il suo corso. Classico «who-dunnit» che si trasforma in «perché-e-come-l’ha-fatto», è anche il ritratto ricco e complesso di uno psicopatico e di un matrimonio, e uno studio delle cicatrici che segnano diverse famiglie e un’intera comunità.

Paura?
Fate bene.
Volete leggerlo?
Fate bene di nuovo.

Se volete portare a casa una copia omaggio di questa bella storia, dovete prendere la vostra macchina fotografica o il vostro telefono e darvi da fare, partecipando al nostro contest

HO VISTO CASE CHE VOI LETTORI…

Fotografa l’angolo più tetro di casa tua, quello in cui nemmeno ora che sei adulto andresti da solo, e spiegaci il perché. Le 5 foto più belle, a insindacabile giudizio delle redazioni di Finzioni e Bollati Boringhieri, riceveranno in omaggio il romanzo di Elizabeth Brundage, L’apparenza delle cose, in edizione fuori commercio. L’invio stesso della foto è espressione del tuo consenso alla pubblicazione sul sito di Finzioni, sui canali social collegati e sulla pagina facebook della casa editrice.

Posta su Facebook, Twitter o Instagram la foto dell’angolo di casa tua che più ti fa paura.
Usa l’hashtag #hovistocase e tagga Bollati Boringhieri e Finzioni. (Assicurati di non avere un profilo protetto da lucchetto, e che il tuo post sia visibile a tutti).
Avete tempo fino alle 23.59 di venerdì 17 marzo 2017!
In bocca al lupo!

Elizabeth Brundage, laureata all’Hampshire College, ha frequentato la NYU Film School, l’American Film Institute di Los Angeles e il Laboratorio di scrittura dell’University of Iowa. Ha insegnato alla University of Hartford e al Rochester Institute of Technology. È autrice di The Doctor’s Wife (2005) e A Stranger Like You(2011). Abita ad Albany, New York.

 

«Una scrittura straordinaria, spesso scioccante e commovente… una sola frase di questo libro può farti trasalire per la sorpresa, oppure spezzarti il cuore». «The Wall Street Journal»

«Mi ha ricordato il Mr Ripley di Patricia Highsmith… La Brundage ci trascina nelle perverse macchinazioni di una mente violentemente narcisistica… e traccia il brutale ritratto di due coniugi ai lati opposti di un abisso». «Time»

«Un romanzo che rappresenta il meglio del genere thriller letterario, e ci regala una trama avvincente insieme ad ambientazione e personaggi impeccabili». «Publishers Weekly»

«Un thriller letterario superbo». «Vogue»

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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