#DFWday

C'è chi lo trova pretenzioso con le sue note e sotto-note, chi non capisce il suo umorismo, chi ritiene che dal manoscritto originario di Infinite Jest potessero essere tagliate un altro centinaio buono di pagine. E poi c'è chi lo venera pur afferrando poco di ciò che scrive, chi acquista i suoi libri col feticismo maniacale che pochi scrittori sanno infondere, chi lo rilegge, chi non riesce a finire Infinite Jest non per la lunghezza, ma perché una volta finito non resterà nulla da leggere di David Foster Wallace. Per fortuna il secondo gruppo è più nutrito del primo, ma la cosa importante non è tanto questa, quanto che entrambi i gruppi parlano al presente, lo trovano pretenzioso o lo venerano. Pochi ne parlano al passato, e questo è il trattamento riservato ai grandi che prima o poi diverranno classici.

Continuano uscire libri sia di David Foster Wallace che su David Foster Wallace, e l'importanza della cultura pop – uno dei pilastri della sua letteratura – diventa più importante a ogni anno che passa. Nascono archivi, nascono gruppi di lettura, nascono vignette su vignette su vignette su vignette: l'unica cosa che non si può dire di David Foster Wallace è che una volta letto non si sente il bisogno di parlarne con qualcuno, e questo parlare dei libri a noi di Finzioni piace un sacco, per noi è sempre stato il fulcro della letteratura. Ed è per questo che abbiamo deciso di dedicare questa giornata non a un ricordo, alla malinconia di cosa abbiamo perso il 12 settembre 2008, ma a tutti i discorsi che in questi cinque anni David Foster Wallace e il suo lavoro hanno generato.

Tutta una giornata dedicata a lui. Un Godfather alle 12, la brioches di Di carne e di nulla (Einaudi) alle 14, quella di Un antidoto contro la solitudine alle 16 e Ogni storia d'amore è una storia di fantasmi (Einaudi) alle 18. Alle 15 vi spiegheremo perché se avete letto Infinite Jest dovreste rileggerlo e, insomma, tanti articoli su David Foster Wallace. E se per voi non è abbastanza, ecco tutti gli articoli in cui abbiamo parlato di lui.

Buon #DFWday!

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

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