Di cosa parliamo quando parliamo di nerd

Photo credit: George Terezakis

Finita l'estate, torna La letteratura è noiosa. L'ultima volta eravamo a Seriate (BG) assieme a Simone Sarasso e Maria Paola Colombo; domani, invece, alle 18,30 saremo in Santeria a Milano assieme a Eleonora C. Caruso, Francesca Lancini e Marina Pierri. Argomento: i nerd.

Quando nasce il termine, i nerd sono persone poco socievoli che amano tutto ciò che vi è di scientifico. Erano facilmente riconoscibili: carnagione bianco latte, improbabili tagli di capelli e occhiali così spessi che era possibile accenderci un fuoco. Un po' come Darla, la protagonista di Comunque vada non importa di Eleonora C. Caruso, edito da Indiana Editore. Darla non esce mai di casa, si lava poco, non ha amici , è appassionata di Sailor Moon e colleziona statuette di Rei Ayanami. Ovviamente il suo computer è costantemente acceso.

Da qualche anno a questa parte, però, l'essere nerd si è trasformato: i nerd non sono più gli studenti di ingegneria che passano il fine settimana a giocare a Dungeons & Dragons, ma persone che si immergono nella cultura del proprio tempo, che siano film, serie tv, fumetti o libri. Moda? Perché no, anche moda. Diametralmente opposta a Darla c'è Sofia, la protagonista di Senza tacchi di Francesca Lancini, edito da Bompiani. Sofia è una modella atipica che cataloga le persone in base ai libri che leggono e che si ritrova intrappolata nel mondo della moda per scappare da una famiglia anaffettiva.

Tra le due autrici ci sarà Marina Pierri, nerd da fumetto e serie tv, ma anche appassionata ed esperta di moda e giornalista musicale.

L'appuntamento è alle 18,30 a Milano in Santeria, via Ettore Paladini 8. Come al solito, si berrà e si chiacchiererà con gli scrittori parlando di libri senza parlare di libri.

A domani!

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

4 Commenti
  1. L’unica cosa peggio dell’attuale pornografia dei sentimenti che infetta la letteratura sarebbe l’entrata di personaggi “nerd” nel mondo dei libri, per come è oggi inteso il genere.
    Vi auguro comunque tanta felicità, a voi “nerd” del nuovo millennio, fighetti con le birkenstok e gli occhialetti squadrati, che ve ne andate a ballare e vi definite “asociali” perché fa figo. Complimenti. Una volta vi chiamavano massa informe. Ora avete un’identità. 🙂

  2. A me piacciono le gazelle, ma non sono abbastanza veloci per portarmi a Milano stasera… 🙁

  3. Sono d’accordo anche io con la definizione del nuovo nerd.
    Il fatto che il nerd non avesse una “forma” definita prima e che oggi la abbia, invece, è solo un punto di vista relativo.
    Prima non c’erano opinioni, non si notava l’esistenza di questo tipo di persone, ergo non si definiva la persona con le sue caratteristiche.
    Oggi che tutti ci siamo resi conto dell’esistenza prepotente di questa tipologia, abbiamo preso anche a definire, categorizzare, etichettare e descrivere.
    Per scoprire che è possibile creare un profilo delle varie tipologie di persone, compresi i nerd. E il fatto che ci siano delle cose che li accomunano tutti non li rende omologati.
    O, almeno, non meno di tutte le altre categorie di persone di cui si può parlare e di cui si riconosce l’esistenza.
    Non mi accanirei tanto: è una normalità, finalmente.

    Molti lo sono, nerd, e finché non si è tracciata una descrizione, ci si vergognava di esserlo, di avere certi interessi, troppo spiccati e marcati, e ci si vergognava di non preferire le seratone fuori ad altri interessi.
    Buon per noi, che finalmente scopriamo di essere invidiati e copiati da tutti coloro che volevano far credere al mondo che andare in discoteca ogni sabato era assolutamente tempo sfruttato bene anziché passarlo davanti ad un pc o ad un libro 😉