Ipparco di Nicea

Tutte le informazioni che si hanno su di te sono filtrate e tramandate da uno che si chiama Pappo, dal cui nome deriva la seconda professione più antica del mondo? Potresti essere Ipparco di Nicea. Hai scritto più di quattordici opere sull’astronomia e l’unica cosa che si è conservata è un commentario su un tuo poema scritto da ubriaco di un tale che si chiama Arato? E non si è salvato niente perché avevi fatto uno sgarbo agli amanuensi della tarda età che preferirono gli scritti di Tolomeo ai tuoi? Allora sei probabilmente Ipparco di Nicea. Sei obiettivamente il più grande astronomo dell’antichità ma Cicerone, così per ripicca, ha messo in giro la voce che in realtà era molto meglio Aristarco di Samo, che peraltro si era anche beccato un’accusa di empietà da Cleante? Il cerchio si stringe. Hai inventato la magnitudine (misurazione della luminosità apparente di una stella) tuttora usata dai moderni astronomi ma tutti danno il merito a un tal Pogson che nel 1856 semplicemente firmò col suo nome le tue teorie? Sembra non esserci più alcun dubbio. Ma soprattutto, hai fatto una delle scoperte più grandiose della storia e davanti a te i posteri mettono i Vichinghi, Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci e i vari Pizzarro e Cortez? Allora sei sicuramente Ipparco di Nicea.

Ipparco di Nicea infatti aveva intuito l’esistenza di un continente tra l’Oceano Indiano e l’Oceano Atlantico semplicemente sulla base di alcune storielle riguardanti certe maree del Mare Arabico, raccontate da un tal Seleuco, famoso per le sue canzonacce da osteria. Senza caravelle, senza sovvenzioni né uova, da casa sua in Tuchia Ipparco aveva scoperto l’America. E non per sbaglio, come Colombo, ma di proposito. Ovviamente non gli credette nessuno, anzi probabilmente a nessuno interessava nulla visto che erano tutti troppo occupati a screditarlo per tutto il resto, tanto da mandarlo in esilio “volontario” nell’isola di Rodi (che beffa questo nome per Ipparco e il suo fegato, roso appunto dalla possibilità mancata di chiamare un continente Ipparca) ove morì. Forse. Ma non ne siamo sicuri.

Jacopo Cirillo

I libri non sono importanti

1 Commento
  1. Ecco perché amo l’antichità classica: solo lì trovi personaggi del genere 😉