Da una narrativa lineare ad una narrativa d’ambiente

narrativa Da una narrativa lineare ad una narrativa dambiente

Photo credit http://www.flickr.com/photos/visualpanic/

In una narrazione tradizionale lo scrittore si pone di fronte al suo ipotetico lettore per raccontargli qualcosa: una storia, una fabula, un’avventura. Per quanto lo scrittore possa mescolare le carte, questa narrazione avrà generalmente una struttura lineare, con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Anche se i piani temporali o i luoghi in cui si svolgono i fatti possono venire mescolati, interrotti, o nascosti, una volta che il lettore avrà /svolto/ gli enigmi retorici messi in atto dallo scrittore, si ritroverà ad avere un impianto narrativo lineare con il quale lo scrittore affabula colui che legge con la sua storia.

Con la collana delle Polistorie di quintadicopertina abbiamo voluto invece creare un luogo di costruzione di narrativa atomica, dove la narrazione si frammenta in una serie di atomi tra di loro interconnessi, dando la possibilità al lettore di viaggiare all’interno degli atomi stessi e quindi della storia.

Questo -a livello di scrittura- può dare l’avvio a strutture narrative abbastanza diversificate e complesse. Da un lato può continuare ad esistere una struttura relativamente lineare, ovvero con un inizio, diversi svolgimenti che si raccordano di tanto in tanto per arrivare comunque ad una fine comune. La navigazione per atomi è controllata e permette allo scrittore di dare a chi legge una continua interazione con gli elementi della storia stessa: luoghi, personaggi, azioni, possono essere "interrogati", così come avviene in un database, per creare un continuo scambio narrativo con il lettore. Non solo la storia si adatta a seconda delle scelte di chi legge, ma cambiano i rapporti che il lettore può avere con le cose che circondano il protagonista della storia, pur rimanendo sostanzialmente all’interno di una storia univoca.

Un’altra possibilità è quella di avere una narrazione che ha un inizio, e di lì in poi un esplosione a ventaglio. Non solo nessuna storia si raccorda più con le altre (non necessariamente almeno) ma possono avvenire cose che non potrebbero accadere se tenessimo conto anche degli altri svolgimenti possibili. Un romanzo smette di avere una narrazione lineare, ma diventa un ‘ambiente’ in cui si sviluppano, come spore, tutte le diverse possibilità dell’essere romanzo.

Una terza variante a cui sta lavorando un autore di quintadicopertina è quella di creare una storia lineare, ma con una profondità geometrica (non solo ‘linea’ quindi, ma anche ‘volume’), che può essere interrogata per addentrarsi, come in una specie di /wikipedia/ letterario, all’interno del background dei personaggi, scoprire le loro relazioni in un rimando continuo di flashback navigabili e non necessariamente coerenti gli uni con gli altri.

In tutti i casi (e altri ce ne sono ancora) lo scrittore smette di essere l’affabulatore di una storia, per diventare un costruttore di /ambienti narrativi/, iperromanzi composti di atomi narrativi e di relazioni complesse che diventano, per chi legge, un modo nuovo per costruire un proprio immaginario favolistico, ma dinamico e interattivo.

Fabrizio Venerandi

Bibliografia suggerita:
"Locusta Temporis", Enrico Colombini, quintadicopertina, 2010
"Verrà H.P. e avrà i tuoi occhi", Antonio Koch, quintadicopertina, 2010
"Chi ha ucciso David Crane?", Fabrizio Venerandi, quintadicopertina, 2010
"Flamel", Francesco Cordella, autoproduzione in Inform, 2002
"Iperromanzi e romanzi ipertestuali: brevi saggi", Carlo Cinato ed altri, http://www.parolata.it, 2008
"Grecia antica", John Butterfield, David Honigmann e Philip Parker, EL, 1986

No related posts.

Leave a Reply