I Lunedì Metaletterari / La sindrome di Pinocchio
Ah! Il caro Oscar e i suoi aforismi. Uno per ogni occasione, uno per ogni argomento! Così vellutati, così veri. Una luce abbagliante nel buio pesto! …Un po’ di sincerità è pericolosa, ma molta è assolutamente fatale. Apologia della menzogna. Meraviglioso e pertinente per ogni bipede senziente.
La letteratura, in effetti, insegna che talvolta niente è meglio di una buona bugia. Una costellazione di esempi ( e spoiler! ) a conferma. In primis l’amore incondizionato pro-familiare: un padre che scrive cartoline a nome del figlio scomparso per amore dell’altra figlia, sorella devota incapace di accettare il distacco (Stai tranquilla, io sto bene, Olivier Adam, minimum fax 2007, p. 152, euro 12).
Due marmocchi di Agnes Brown (Brendan O’Carroll, Neri Pozza 2008, p.184, euro 15), prodi sostenitori della matriarca irlandese, che confezionano lettere autografe del fratello (quindi figlio) scapestrato, fuggito da Dublino. In nome della pace materna questo e altro!
Anche Causa di forza maggiore (Amélie Nothomb, Voland 2009, p. 128, euro 14) si regge su una bugia del protagonista, amorevole ego-altruismo in questo caso. E pensare a quel che ha dovuto passare il povero Pinocchio per due omissioni… Lode al burattino.
Licia Ambu
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