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I lunedì Metaletterari / Lettori mocciosi
Luciano de Crescenzo afferma di non avere nulla contro alla prostituzione, ed anzi depreca la prostituzione intellettuale, ben più grave in quanto il mercimonio del nostro cervello é in assoluto peggiore del commercio di altre parti del corpo. (Vita di Luciano de Crescenzo scritta da lui medesimo, Mondadori, 252 pp. 8,80 euro)
Prostituzione intellettuale e svendita della nostra persona per un obiettivo, tipo la visione con profusione di elogi alla Corazzata Potëmkin nel film di Fantozzi, metafora di chi si affretta per andare a vedere la gara di Formula Uno, o guardare il Grande Fratello, o roba simile, a casa del titolare appena una promozione é in vista. Svendersi per soldi, per prestigio. Oppure scrivere libri identici ai precedenti cavalcando un’onda di successo, senza innovazioni, senza ricerca, senza spessore, senza nulla. Svendere il proprio nome per affrettarsi ad entrare con un libro mediocre a casa di un lettore sprovveduto, spesso moccioso, appena il denaro é in vista.
Scusa ma ti chiamo in causa: pensa prima a quali libri rientrano in questa categoria, poi a discapito di quali altri vengono letti.
Alessandro Pollini
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ma baudelaire diceva che l’arte è prostituzione… e se lo diceva baudelaire. insomma, c’è chi dice che gli scrittori sono dei cannibali che si nutrono della realtà. io tendo piuttosto a credere che siano delle troie.