La Posta di Matteo Bettoli / Ahhh calcio
Ahhh Bettoli il giuoco del pallone. Ahhh lo sguardo di chi perde. Ahhh il cuore rimbalzante di chi vince. Ahhh gli scontrincontri tra rivali. Ahhh le bandiere. Ahhh chi ritorna sempre. Ahhh gli sfottò. Ahhh le tifoserie fedeli. Ahhh chi non ce la fa. Ahhh chi sta da solo. Ahhh chi c’ha i piedi girati al contrario. Ahhh la rustichella in autogrill. Ahhh i mercenari. Ahhh chi viene dimenticato. Ahhh la gradinata. Ahhh chi sta male. Ahhh chi ne parla. Ahhh il caffé borghetty. Ahhh chi è rovesciante. Ahhh chi alza coppe. Ahhh chi alza il livello. Ahhh il decoder. Ahhh l’erba tagliata. Ahhh i bar del centro. Ahhh la sublimazione *pulita* dello scontro bellico. Ahhh.
Dranco, Alassio

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Ahhh calcio (di Palletti, già in economica su edizioni Lolli) affresca gocce di hinterland milanese e di Hinter, squadra immaginaria forse ispirata al Milan. Il riferimento, non immediatamente coglibile, si straccia le (già poche) vesti che indossa e apre la via *ad una storia che è la mia… ma un po’ anche la tua*. A parlare è Rodan, tifoso slavo di origine ma con un cuore pieno di mille stelle intergalattiche, quelle che gli fanno sbraitare in curva *corri dietro a un pallone, ahhh, nel campo laggiù / vola con l’aquilone, ahhh, nel cielo lassù*. Sempre a chilometrare in autostrada, in solitaria, a bordo di una Ritmo Blu. Rodan vive lo sport come avrebbe potuto farlo il re di Beozia Atamante l’Eolio (che era stato lì lì per sacrificare Frisso, il figlio avuto da Nefele) se solo fosse esistita all’epoca altra squadra di pallasassi oltre alla Vellodoro -che vinceva hands down- e la Beozia avesse avuto un preparatore atletico all’altezza. Frisso era un bambino impegnativo, Nefele una donna esigente -ma su questo torneremo quando parleremo della pratica ancestrale della pallasassi descritta dallo stesso Palletti in Pahhhllasassi.
Sport come manichéismo dentro-fuori, come buono-cattivo, come linea-campo, come lucetralegambe-nonlucetralegambe, come Billionaire-Hollywood, come torosimulatòro. Certo non basta un pollice voltato in giù à la Commodo per sacrificare uno scarpone indigesto -magari- ma tutt’una riflessione lancinante di chi vive il calcio come rivincita viene espressa da Rodan quando rinunziando alla riduzione fenomenologica di Husserl afferma *se c’è qualcosa di peggio di bere da solo, behhh, è bere cantando*. Rabbia cieca a pugni chiusi viene espressa osservando tifosi poco metodici, attenti alla birra più che al gesto tecnico, poco informati sulle statistiche, incapaci di commutare schema e donne attente -più che al fuorigioco- ai muscoli femorali dell’attaccante col frontino. Il calcio di Ahhh calcio è metodo, rigore, corner.
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