La fotografia, il paese delle meraviglie di Lewis Carroll

Amanti di Lewis Carroll, ho una sfida per voi. Sì, lo so che di Carroll voi pensate di sapere tutto – che il suo vero nome era Charles Lutwidge Dodgson, che fu anche matematico e logico, che il suo ultimo libro fu Sylvie e Bruno e sono pure certo che sappiate che aveva una voglia di lampone sulla chiappa destra… ma sono altresì convinto che non abbiate mai sentito nominare il libretto di cui mi accingo a parlare.

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La giornata di un fotografo, Lewis Carrol, 26 pg – 30 minuti

All'interno della collana dei Libri perduti (ah, che nome affascinante) della casa editrice Ripostes fu pubblicato nel 2001 questo rarissimo testo di Lewis Carroll, in 500 esemplari numerati – e a me qualche anno fa è stato fatto dono della copia numero 5!
Molti di voi sapranno che Carroll fu, prima di diventare celebre come scrittore, un abilissimo e sorprendente fotografo, considerato addirittura oggi come uno dei più importanti fotografi di epoca vittoriana.

«Fu dunque la fotografia che permise a Lewis Carroll, a questo pastore tentato dal maligno, di esorcizzare i demoni che lo perseguitavano. Grazie alla fotografia, la cattura dell'immagine poteva surrogare il possesso. Era fatale che Carroll facesse intervenire questo schermo tra l'inaccessibile fanciulla e la sua brama di averla. Egli la possedeva attraverso l'obiettivo. La sua intera vita amorosa fu mediata dalla fotografia. Era il suo paese delle meraviglie, l'altro lato dello specchio.» 

Dallo scritto di Brassaï

Alla sua morte, nel 1898, furono ritrovati trentatré album, dodici dei quali contenenti sue fotografie; si tratta di circa settecento immagini, di cui solo una parte sono state pubblicate. La maggiorparte dei suoi lavori erano ritratti di bambine – la sua modella preferita si chiamava Alexandra Kitchin, fotografata più di cinquanta volte tra i 5 e i 16 anni. Non mi interessa minimamente entrare nel dettaglio del pruriginoso argomento "fotografie di bambine", che portò Carroll, in anni più vicini a noi, ad essere accusato di pedofilia – su questo argomento vi rimando al bel testo di Brassaï, Lewis Carrol fotografo o l'altra faccia dello specchio / Lewis Carroll, Sulla fotografia, ed. Abscondita.

Ciò che mi interessa dirvi è che il libretto La giornata del fotografo è straordinariamente spassoso, pagine pervase da un umorismo e un'ironia disarmanti, che ci rivelano un altro aspetto della scrittura di Carroll.

Qui lo scrittore è alle prese con la descrizione di una sua giornata tipo da fotografo: invitato a casa dello zio di un suo amico per realizzare dei ritratti di famiglia, Carroll accetta l'invito solo per poter avere l'occasione di fotografare la sua "amata" Amelia, una ragazzina di cui è profondamente estasiato:

ma come descriverò la figlia? Nulla possono le parole; nulla se non un ritratto in grande formato potrebbe riusciurvi… La c0lazione senza dubbio era buona, ma non sapevo cosa stavo mangiando né bevendo; vivevo per Amelia soltanto.

Alla fine della giornata però si ritroverà tutto ammaccato e indolenzito, scosso e illividito! …ma per sapere il perché dovrete leggervi la storia.

Federico Tamburini

Qualche giorno fa al supermarket Eurospin non ha comprato una confezione di filetto di merluzzo surgelato perché costava 6 euri e 50 e ha optato per una scatola di ceci. In quel momento ha capito molte più cose della sua vita di quanto mai fosse riuscito a fare prima. Per il resto, non avendo mai tempo, legge libri che richiedono sforzi anaerobici.

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