La profezia di Jack London

La civiltà, nipoti miei, la civiltà periva avvolta in un sudario in fiamme e in un alito di morte… La civiltà crollava e ognuno doveva pensare a se stesso.

Nel 1912 Jack London si immagina la fine dell'umanità, che avverrà nel 2013.

LA PESTE SCARLATTA, Jack London, 74pg – 1 ora e 25 minuti

Nel 2013 il mondo sarà dominato dal Consiglio dei Magnati dell'Industria, «noi della classe dirigente possedevamo tutto. Chi ci procurava da mangiare era nostro schiavo». Poi improvvisamente una strana malattia scoppiò a New York e in meno di ventiquattr'ore si diffuse a Chicago e contemporaneamente anche a Londra«Il cuore accelerava i battiti e la temperatura corporea saliva. Poi l'eruzione cutanea scarlatta si diffondeva in un baleno sul viso e sul corpo… Non facevano a tempo a morire che subito il corpo sembrava andare in pezzi, sbriciolarsi, dissolversi sotto i tuoi occhi».

In breve tempo l'epidemia cancellerà la razza umana. Sessant'anni dopo in California, in uno scenario post-apocalittico, un vecchio (tra i pochi sopravvissuti) davanti a un fuoco, dopo la caccia quotidiana, racconta ai suoi nipoti come la civiltà sia scomparsa.

Quindi, miei cari, buon anno e ricordatevi che quello che seguirà sarà il vostro ultimo anno sul pianeta terra. Godetevelo! Parola di Jack London.

Con l'arrivo della Morte Scarlatta il mondo è andato in pezzi, nel modo più assoluto e irrimediabile. Diecimila anni di cultura e civiltà svaniti in un batter d'occhio, fugaci come schiuma.

 

Federico Tamburini

Federico Tamburini

Qualche giorno fa al supermarket Eurospin non ha comprato una confezione di filetto di merluzzo surgelato perché costava 6 euri e 50 e ha optato per una scatola di ceci. In quel momento ha capito molte più cose della sua vita di quanto mai fosse riuscito a fare prima. Per il resto, non avendo mai tempo, legge libri che richiedono sforzi anaerobici.

8 Commenti
  1. E’ una profezia alternativa, lo leggerò!
    Riguardo alle epidemie nella letteratura, mi viene in mente “La peste” di A.Camus e le diverse reazioni delle persone di fronte all’evento. Anche qui un gran libro!
    Auguri di buon (ultimo) anno!

  2. Io rilancio con “Io sono leggenda” di Richard Matheson del 1954! Comunque buon ultimo (dell’) anno anche a te, peccato eri una brava persona:-)

  3. Mi intriga molto questo libro, mi unisco a Francesca: lo leggerò anche io!
    Ed è incredibile quanto l’uomo singolo riesca a cogliere tutte le dinamiche del proprio presente e quindi costruirci sopra un probabile futuro. Queste sono le abilità dei veri scrittori: loro osservano, contemplano.
    Tutto questo ha un sapore così magico, e già per il presente corrente, Orwell ha fatto il suo sporco lavoro 😉

  4. @Nevola, segnalo proprio sull’argomento la bella postfazione al libro di Ottavio Fatica, “Davanti a una terra desolata” in cui si parla anche di altri scrittori “apocalittici” e visionari, come Mary Shelley e il suo “Ultimo uomo”, Richard Jefferies con “Dove un tempo era Londra (1885) e tanti altri. La postfazione va da pagina 85 a pagina 94, 13 minuti di lettura!

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