Cari, vediamo se indovinate quale fu l'episodio che spinse il sommo William Faulkner a scrivere il furibondo pamphlet dal titolo Privacy. Il sogno americano: che ne è stato?

A – Perché il vicino di casa, tal Robert Coughlan, un mattino di un gelido novembre, entrò in casa dello scrittore, preoccupato del fatto che erano trascorsi sei giorni dall’ultima volta che lo aveva visto. Lo trovò nudo, con indosso un paio di mutandoni di lana, appena uscito dalla doccia, ancora con la cuffia in testa.

B – Perché un testardo giornalista scrisse un articolo, con tanto di documentazione fotografica sulla sua vita privata, nonostante lo schivo William lo avesse scoraggiato dal farlo.

C – Perché l’F.B.I. lo mise sotto controllo credendo che fosse una spia russa al soldo del K.G.B. E quando Faulkner lo scoprì non la prese affatto bene.

 

Ma poi lo perdemmo, quel sogno. Ci abbandonò, dopo che ci aveva sostenuti e protetti… Qualcosa è avvenuto al sogno. Molte cose. Questo episodio, io ritengo, è il sintomo di una di esse.

 

Privacy, W. Faulkner, 25pg – 30 minuti + 2 saggi, 57pg – tot 82pg – 1ora e 25 minuti

Federico Tamburini

P.S. Ai fortunati che indovineranno verrà offerta una cena a lume di candela con il fascinoso Jacopo Donati… Donati vi intratterà con mirabolanti discorsi che spazieranno dall'adolescenza problematica di W. Faulkner alla Gazzosa Laurisia. Al conto ci pensa Donati, ovvio.