Scommettiamo che ho passato il Natale più fico di tutti?

La tipica famiglia italiana: genitori divorziati, risposati, ridivorziati; dodici figli avuti da precedenti matrimoni; la nonna che è fuggita con il parrucchiere trentenne, il nonno con la badante quarantenne, brasiliana, ballerina di salsa e merengue, amante di Ramon, aitante ballerino di Capoeira che l'aspetta a Rio; gli altri nonni, quelli materni, sono in crociera, perenne, permanente, il giro del mondo in sei mesi, per trenta volte, finché morte non ci separi. Avresti un cugino, una persona a modo, ben piantata, simpatica, per bene, ma lui il Natale lo passa al sud a casa della moglie. 

Insomma, esistono 1250 motivi di dissesti familiari se uno il giorno di Natale si ritrova irrimediabilmente e tremendamente solo.

Quindi… porzione monodose di tortellini in brodo, vecchia gallina bollita, vinellino rosso, e in ghiacciaia spumantino Santero da 1 e 15 la bottiglia. D'accordo, messa così è triste.

Poi accade l'impensabile. Mentre mi stavo sedendo a tavola suonano alla porta e, non ci crederete, chi ti trovo piantati davanti all'uscio con un pandoro nelle mani? David Foster Wallace e Roger Federer!

Il tennis come esperienza religiosa, David Foster Wallace, 74 pg – 1 ora e 40 minuti

Ora, converrete con me che non capita proprio tutti i giorni di passare il pranzo di Natale con due dei tuoi idoli indiscussi. Così abbiamo diviso i tortellini e ce li siamo fatti bastare, ci siamo smezzati la gallinella e abbiam brindato a suon di Santero da 1 euro e 15 la bottiglia. Dopo mangiato (a proposito David Foster Wallace odia il panettone, dice di non sopportare canditi, uvette e roba varia) nel salotto di casa mia si è fatta una partita a tennis: è arrivato pure Nadal e a quel punto lui e Roger, come fosse la finale di Wimbledon, ci hanno dato dentro. E mentre loro ci davano dentro  David faceva il telecronista, il telecronista più bravo della storia. Nadal mi ha sfasciato un paio di vasi, e mi ha tirato giù l'albero di Natale con uno smash. Poi dopo la partita birra e torrone per tutti.

Insomma, non lo so, forse mi ha dato di volta il cervello, forse è lo spirito del Natale, forse e dico forse è che quando uno è da solo ha più fantasia e disperazione messi insieme, forse è che davvero sono stati qui, forse è perché il libro è la cosa più bella che ti può capitare quando sei solo, ed è Natale e fuori fa grigio.

Buon Natale!

Federico Tamburini

Federico Tamburini

Qualche giorno fa al supermarket Eurospin non ha comprato una confezione di filetto di merluzzo surgelato perché costava 6 euri e 50 e ha optato per una scatola di ceci. In quel momento ha capito molte più cose della sua vita di quanto mai fosse riuscito a fare prima. Per il resto, non avendo mai tempo, legge libri che richiedono sforzi anaerobici.

2 Commenti
  1. Allora la bestia-nera devi essere tu: con una famiglia così movimentata, come minimo dovevi prendere il buon esempio e fare il ratto della libraia e far trovare appeso alla porta di casa il cartello: – Per David e Roger: scusate se vi ho dato buca, ma per quest’anno ho deciso di contribuire anche io ad aggiungere una salutare dose di disordine in un mondo che alla lunga confonde l’immobilismo per la pace sociale. N.B.: la gallina è nella pentola, basta accendere il fornello; lo spumantino nella ghiacciaia. N.B.2: è possibile che più tardi arrivi anche Nadal, quindi non mangiatevi tutti i tortellini.

    Un buonnatale a chi per sognare non chiede di meglio che un buon libro, un vinellino rosso e nessuna voglia di mettere il muso anche quando mettere il muso ci starebbe proprio a pennello.

    Un saluto!,
    Antonio Coda

  2. Non posso che condividere: ” è perché il libro è la cosa più bella che ti può capitare quando sei solo, ed è Natale e fuori fa grigio”.
    Io ho incontrato Jennifer Egan e nel mio frigo c’era una bottiglia di Ca’ del Bosco, perchè almeno a Natale ci si deve fare un regalo!
    Chissà chi ci tocca incontrare a Capodanno, magari passasse da me un Carver?!
    S.