I consigli del Maestro Myagi al giovane autore di fantasy

Devo ammettere che da lettore di letteratura fantastica ho spesso praticato lo sport olimpico noto come “lancio del libro nella stufa”, altrimenti noto come “tasto cancella” del lettore ebook. Dall’alto della mia esperienza da lettore (testimoniata dal mio gomito da lanciatore), e aiutato dalla saggezza immortale del maestro Myagi, ho deciso di elencare una serie di difetti fatali per un romanzo fantastico, il tutto a favore dell’autore esordiente ovviamente. Ma soprattutto del povero lettore che non ne può più.

on writingAffermare che ci si è ispirati alle favole dei fratelli Grimm, ai trattati Junghiani o al simbolismo Zulu di per sé non è un merito, caro autore, né una difesa contro la critica che non trova il libro interessante. Riempire di citazioni una storia non è un merito. Farlo ed ottenere buoni risultati, invece, lo è, ma è anche una cosa molto difficile, un po’ come catturare una mosca con le bacchette. E non tutti hanno la fortuna del principiante.

Caro autore di fantasy, va benissimo ispirarsi ai classici come Il Signore degli anelli, ma tieni presente che sono passati 70 maledettissimi anni dalla sua pubblicazione. E anche che il 99% degli autori successivi si è immancabilmente ispirato ad esso. Se vuoi fare qualcosa di nuovo, magari ispirarsi a un altro libro è un buon punto di partenza, (vedere paragrafo 3), anche se non basta (vedere paragrafo 1). Esistono numerose saghe contemporanee a Tolkien ingiustamente dimenticate. Puoi sceglierle, anche a casaccio, e il risultato sarà che il tuo libro risulterà più originale dell’ennesimo romanzo con elfi e gnomi che soffrono l’apartheid.

Non ci crederai, ma esistono degli ottimi autori di fantasy contemporanea, anche se, guarda te, alcuni di loro non vengono tradotti in italiano. Oltre a Neil Gaiman, G.R.R. Martin, J.K. Rowling, esiste una galassia di autori che sperimenta e rischia. Producono delle cose interessanti, anche se spesso questo li fa assomigliare più ad autori di nicchia che ai grandi bestselleristi della fantasy. Tra questi annoveriamo: China Melville, Jeff VanderMeer e molti altri autori New Weird. Te li consiglio. 

Non ci sono scuse come “Sì, ma poi il pubblico non ci capisce. Il pubblico italiano vuole gli elfi e i draghi!” Anche in Italia esistono scrittori, di cui abbiamo già parlato, che producono cose molto interessanti. Tra questi Luca Terenzi, Valerio Evangelisti e Francesco Dimitri.

È vero, caro autore, le radici della letteratura fantastica sono nel folklore, nelle fiabe e nel simbolismo pagano, inutile negarlo. Ciò significa che dovresti preferibilmente conoscere queste radici, non che tu debba necessariamente inserirle nel tuo romanzo (vedere punto 1, al primo paragrafo), non più di quanto un matematico debba inserire la tabellina del 2 nella propria tesi di laurea. Un autore di letteratura fantastica che inserisce citazioni e riferimenti al simbolismo fa l’effetto che avrebbe fatto Tolkien se avesse inserito brani di Campbell e Robert Graves, invece di lasciare che le loro riflessioni sulla natura del mito traspirassero naturalmente dalla narrazione. Ci pensi cosa sarebbe accaduto se Martin avesse scritto così? Tyrion, essendo un nano, avrebbe immancabilmente incontrato una principessa di nome Bianca di Casa Neve. I lettori avrebbero gettato il libro dalla finestra e buonanotte, non credi? E per favore, evita le riflessioni sapienziali di antichi maghi che parlano come il maestro Myagi, di lui ce n'è uno solo e anche Gandalf è un dilettante. Per questo punto (temi, riflessioni bigger than life, etc) vale la riflessione di Stephen King in On Writing: "Un buon romanzo comincia sempre con la storia e continua con il tema; quasi mai inizia dal tema per continuare con la storia".

Il lettore è al centro della narrazione. Un romanzo innanzi tutto ha l’obbligo di intrattenerlo. Esistono scuole di scrittura creative e manuali di stile che spiegano come fare. Si basano tutti su espedienti della retorica e dell’estetica applicate al mondo della scrittura. Purtroppo in Italia sono rare o monopolizzate da un paio di grandi nomi, di cui inevitabilmente si parla molto male. Il consiglio è di cominciare dal già citato On writing per poi passare a Story di McKee.

Se poi sei particolarmente in vena di innovare, ti ricordo anche che le cose più interessanti dal punto di vista narrativo, da qualche anno a questa parte, avvengono sul piccolo schermo. Serie come Breaking Bad o I Soprano possono insegnare molto ad un autore, riflettici.

Spero di esserti stato d’aiuto, caro autore. Per il resto, in caso di fallimento, ricorda sempre che la scrittura è lavoro e fatica. Ti lascio con le parole zen del grande maestro Myagi:

Prima lava tutte le macchine. Poi le lucidi, con la cera. Devi dare la cera con la mano destra e la devi togliere con la sinistra. Dai la cera, togli la cera. Il respiro lo prendi con il naso e lo emetti dalla bocca. Dai la cera, togli la cera. Non dimenticare il respiro è molto importante.

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

3 Commenti
  1. Però, quanto a chiarezza…. citi punti uno e due e invece i numeri non sono riportati sui paragrafi. Sul contenuto concordo, tuttavia.

  2. Concordo. Improvvisazione, dilettantismo e preassapochismo: tre piaghe nazionali, mai abbastanza vituperate. Ma tanto qui si pensa che per scrivere serva il cuore: basta avere il sacro fuoco dell’andare a capo e subito ci si reputa dei poeti, anche dopo aver superato i 18 anni.