Dell’Orrore gotico e non solo

Reduci da un viaggio nelle radici epiche del fantasy contemporaneo, prima di cominciare ad inoltrarci nelle terre del gotico e di altri spaurimenti ormai passati di moda, sarà opportuno affidarci ad un Virgilio all’altezza. Essendo Stephen King ancora in vita (e gli auguriamo di scrivere cento ancora dei suoi romanzi, anche di quelli più bruttini), non ci rimane che votarci al suo avo dalle minori fortune, tal Lovecraft H. P., scrittore che, se Wikipedia non mente, dovrebbe essere morto e sepolto e dunque ben in grado di farci da nocchiero. 

Se Lovecraft, la nostra guida, ci dice che: «La più antica e più forte emozione che l’uomo possa provare è la paura, e il più antico e forte tipo di paura è la paura di ciò che è sconosciuto», non abbiamo difficoltà a dargli fiducia; a lui che ha visto Cthulhu dormicchiare per qualche eone nelle profondità oceaniche dell’assurda R'lyeh.

E come cominciare a parlare di "paura" senza citare la stagione del romanzo gotico? Non c’è romanzo kinghiano, sdolcinato e vituperato vampire romance o film sull'archetipo della casa infestata (ultima, per qualità e cronologia, la serie Paranormal Activity), che non porti con sé gli elementi cari al romanzo gotico di Horace Walpole, Mary Shelley, Bram Stoker ed Edgar Allan Poe. 

Ma che cosa s’intende per "gotico" e perché si è scelto di usare una simile definizione per una così vasta gamma di orrori?

Prima dei romanzi gotici era stata la volta delle grandi cattedrali, quelle capaci di suscitare ammirazione, reverenza e rispetto attraverso le loro architetture imponenti. In entrambi i casi, il termine “gotico” non stabiliva un' identità culturale con le popolazione germaniche, i “goti”, ma una certa attinenza con ciò che c’è di più estraneo alla nostra ragione e affonda la sua esistenza nell’irrazionalità, in quanto di barbaro, alieno ed oscuro.

Citando Edmund Burke:

Il sentimento causato dal grandioso e dal sublime in natura, quando quelle cause operano con maggiore potenza è lo Stupore, la condizione dell’anima, nella quale tutte le sue emozioni sono sospese, non senza un certo orrore. In questa situazione la mente è così interamente assorta nell’oggetto, che non può ospitare nient’altro. Da ciò deriva il grande potere del sublime, che lungi dall’essere prodotto da essi (ragione e oggetto in questione), anticipa il nostro ragionare e ci spinge con una forza invincibile. Lo Stupore, come ho detto, è l’effetto del sublime nella sua maggiore potenza; gli effetti minori sono l’ammirazione, la reverenza e il rispetto. Non esiste alcun sentimento, come la paura, che sottragga alla mente la capacità di agire e ragionare.

Sia Lovecraft che Burke trovano che ci sia qualcosa di terribile nella realtà e che la ragione vacilli di fronte alle scoperte della scienza e della razionalità moderna. Ed è lo stesso gotico a porsi in aperta contrapposizione al secolo dei Lumi. Come dare loro torto se le ultime teorie sulla natura dell'universo sembrano ormai trattare l’idea di una realtà unica come una favola per bambini (proprio come la terra piatta) e dare maggior credito a quella del multiverso, ovvero di un’infinità di mondi paralleli in cui ciascuno di noi esiste in maniera diversa, oppure non esiste affatto? Le prime, timide scoperte di fisica quantistica che influenzano gli incubi di Lovecraft sono solo i primi passi nell'abisso che lo scrittore aveva definito come di seguito:

Per quanto mi concerne, sono convinto che l’incapacità dell’intelletto umano di trovare una relazione a tutti i suoi contenuti sia quanto di più misericordioso ci sia al mondo. Noi esseri umani viviamo in un’isola di placida ignoranza, nel mezzo di neri mari d’infinito, e non era scritto che dovessimo spingerci molto lontano. La scienza, indagando in ogni direzione, non ci ha finora danneggiato molto; ma un giorno l’accostamento di conoscenze separate, aprirà ai nostri occhi tali terrificanti squarci di realtà – e della nostra spaventosa presenza in essa – che non ci resterà che impazzire per la rivelazione o fuggire la luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura.

Confidiamo nel fatto che simili orrori cosmici – che secondo Lovecraft ci costringerebbero a ritornare ad epoche barbare o gotiche – non si spalanchino mai e che visioni di orrore cosmico non vengano a turbare le nostre notti già tormentate da problemi ben più terreni. Ma come non accogliere allora con un sorriso di sollievo quei fenomeni che fanno trasalire i protagonisti dei primi romanzi del gotico – sferragliare di catene, stridii sinistri ed ululati?

Ma di questo, visioni di orrore cosmico a parte, parleremo la prossima volta…

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

12 Commenti
  1. Molto, molto interessante, da appassionata del genere aspetto con ansia i prossimi articoli!
    Tra l’altro, proprio ieri ho recuperato in versione ebook “The Gods of Pegana” di Lord Dunsany, di cui parlavi in un altro bell’articolo e di cui, confesso, ignoravo l’esistenza 🙂

  2. Come al solito grazie, Gianni! Mi sono assaporata ben bene il pezzo, da buona estimatrice del tuo approccio letterario 😀

  3. Gentile Gianni Falconieri, se mi sono permesso di lasciarle un commento dove sa, l’ho fatto solo per scambiarci un ;).
    Buona serata e complimenti per i suoi “lavori”!
    h 17.01 p.m.