Il lettore Snob e il lettore di genere

C’è indubbiamente un rapporto conflittuale tra certo snobismo e la letteratura di genere. Non nascondiamoci dietro un segnalibro. Spesso chi legge Foster Wallace e Proust guarda dall’alto in basso chi legge Tolkien e Philip Dick. Tutti noi siamo stati almeno una volta Snob e tutti noi sappiamo essere De-generi quando pratichiamo certi guilty pleasure letterari altrimenti detti "best-sellers". Sembra infatti esistere un’equazione, custodita da qualche parte nell’Area 51, che dice implicitamente, “Se ciò che leggi è popolare, allora sei un lettore di serie B.” Fine. Tuttavia, negli ultimi anni, i lettori “di genere” si sono raffinitati. Non sono certo solo le masse fanatiche che leggono solo Harry Potter o Stephen King o qualunque sia la moda del momento e/o da cui verrà tratta una nuova serie HBO prossimamente. E se siete interessati all'autodifesa, c'è un blogger che ha stilato una lista di 30 cose da dire per difendersi dagli snob. C’è infatti un sottobosco di lettori di genere che sanno scegliere, per cui la letteratura non deve sempre essere “un pugno sul cranio”, come diceva Kafka. La linea che separa i generi dalla literary (che alcuni ormai considerano un genere come un altro) è dunque grigia e, forse, è giusto così: ognuno legge quel che gli pare. Purché sia un bel libro.

Tuttavia, questo ci riporta alla domanda “cosa rende un libro degno di essere letto?” Indubbiamente, se si parte dal presupposto che la letteratura fantastica sia da snobbare proprio perché ci parla di cose che non esistono, si finisce nella contraddizione che io chiamo “Il caso Dune.”

duneMi spiego meglio. Tempo fa discutevo con un amico di Dune di Frank Herbert (recentemente ristampato da Fanucci). Il Pagano ne parlava come se fosse uno di quei romanzi da cui vengono tratti film con Kristen Stewart. “Ah, quel film con Sting che fa il punk?” Complice anche la sfortunata trasposizione di Lynch, a metà tra un capolavoro e un film trash, questo libro non gode di metà del rispetto che gli è dovuto. E la posizione nella scaffalatura di librerie fisiche e digitali parla da sé. Libro d’evasione.

Ora, Dune ci parla di un mondo tecnologicamente avanzato (ma solo in alcuni aspetti) e desertico, dove le risorse sono limitate, l’acqua scarseggia, dove non vi sono elfi né nani, dove si fanno le guerre per una cosa chiamata Spezia, che consente i viaggi spaziali e tante altre belle cosette. Il desiderio di controllare la Spezia innesca continue guerre, sommovimenti politici, ispira la nascita di religioni, la comparsa di profeti e causa disastri ambientali. Uhm. Mi ricorda qualcosa. Sì, tipo il giornale di oggi. E degli ultimi trent’anni.

Tappandosi le orecchie, il Lettore Snob grida allo scandalo (fa versi infantili, stile indiano autistico). Non si può leggere cose così irrealistiche, non dopo i dodici anni! Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? 

Ma non è possibile un confronto tra lettori di genere e lettori di literary? Cosa cerca uno e cosa cerca l’altro nella lettura? Davvero l’unica differenza è il realismo di fondo e, dunque, i lettori de-generi, soprattutto quelli di letteratura fantastica, sono destinati a soccombere alle accuse di escapismo e brufolosità adolescenziale? O forse i lettori di genere sono superiori ai lettori snob, perché più coerenti ad ammettere chiaramente ciò che gli snob non confesserebbero neanche sotto tortura, ovvero che sotto sotto leggiamo tutti per lo stesso motivo: conflitto, sesso, emozioni e voglia di scoprire mondi che non conosceremo mai?

Io, ma è un’opinione soggettiva a mo’ di esempio, ammetto di non riuscire a leggere libri di narrativa senza la trama, come per esempio le maledette biografie. Per me è come guardare un orologio senza lancette o usare un Pc senza internet. E ho sempre trovato che il principale difetto di certa “letteratura alta” sia l’assenza di trama.

Insomma, l’ultima parola, come sempre, ai lettori. Cosa vi fa leggere ciò che vi piace e odiare ciò che non leggete? 

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

3 Commenti
  1. E io che leggo sia David Foster Wallace che Tolkien che Philip K. Dick?

    Per fortuna anche in ambiente letterario “puro” il punto di vista sulla letteratura di genere sta cambiando, vedi Jonathan Lethem e i suoi saggi pubblicati da poco da Bompiani, l’inclusione dei lavori di Dick e di alcuni romanzi di fantascienza nella Library of America (l’equivalente grossomodo dei nostri Meridiani). Ora ci sarebbe da farlo capire anche al grande pubblico.

  2. Io non ne farei una questione di genere, ma di qualità di scrittura: alcuni libri fantasy sono scritti bene, altri sono delle porcherie assurde. Ma prima di dare giudizi del genere, uno ne dovrebbe leggere almeno qualche pagina: al limite se qualcosa non mi convince non me lo vado a leggere, ma non critico. L’affermazione secondo la quale siano da snobbare i libri che parlano di cose che non esistono mi sembra criticabile anche quella, come hai lasciato intendere a proposito di Dune spesso le “cose che non esistono” possono essere specchio di mondi “molto” veri e illuminare la realtà anche più di quanto potrebbe un romanzo realista. Che poi mi chiedo sempre quale sia il confine tra realtà e fantasia, immaginazione, finzione, simbolismo… E’ una cosa molto affascinante della letturatura. Detto questo, non sono solita leggere fantasy, ma quella è solo una questione di gusto.

  3. Il problema oggi è la dittatura commerciale dei generi, cioè di gente che si sente moralmente superiori perchè leggi libri di ‘genere’ accuratamente incasellati dagli editori e dalle librerie, di mattoni o online. Lettori diversi ma accomunati da un odio profondo per il cosiddetto ‘realismo’, gente che odia tanto la vita che riesce ad affrontarla solo se coperta da abbondanti veli di luoghi comuni (sia draghi che serial killer, sia zombie che cavalieri solitari, sia vampiri che alieni)…