Ne(cr)onomicon: il seme della follia

C’è un libro di uno scrittore spesso ospite di queste pagine, famoso per portare alla follia i suoi lettori. Non temete, non mi riferisco all’ultimo libro di Vespa, ma al Necronomicon, lo pseudobiblion del’universo immaginario di Lovecraft. Se avete visto Il seme della follia di Carpenter, sapete di cosa stiamo parlando. Succede che un altro scrittore, Alan Moore, famoso per aver creato Watchmen e V per Vendetta, nell’anno del Signore 2010 crea un fumetto prodotto da Avatar Press, (con disegni di Jacen Burrows) chiamato Neonomicon.

E a quanto pare — anche se non s’impazzisce a leggerlo come quell’altro da cui prende ispirazione — le pagine sono piene di illustrazioni assai truculente, perverse e financo blasfeme. Alcune scene sarebbero così scandalose che c’è anche chi ha protestato contro il graphic novel di Moore, urlando al «bambini, qualcuno pensi ai bambini!»

Ma è opportuno indagare la genesi (poco) poetica dell’opera attraverso le parole dello stesso Alan Moore:

All’improvviso è arrivata una cartella esattoriale da pagare, e non avevo ricevuto ancora i soldi che mi erano stati promessi. Ed ero sotto di qualche migliaio di sterline per sentirmi tranquillo. William Christensen della Avatar mi ha telefonato. E ha accennato al fatto che se avessi voluto fare qualcosa per la sua casa editrice aveva dei soldi da parte proprio per un’eventualità simile. Così gli ho detto: «Beh, a dire il vero, al momento ho bisogno di soldi, che te ne pare se scrivessi una miniserie di quattro numeri per tot dollari?»

Ed è così che Moore si trova a rovistare in frigo e butta nel calderone sciamanico un agente FBI con un passato da ninfomane (ma no, non è Scully), un detective impazzito che passa al lato oscuro e comincia “ad intagliare sculture nei torsi umani”, divinità cefalopodi provenienti dall’immaginazione del miglior (o peggior) Lovecraft (citofonare Cthulhu, presso città folle di R'lyeh), l’horror splatter più spinto ed una visione occultistica della vita, dell’universo e tutto. Ah già: va ricordato che lo sceneggiatore in bolletta è famoso anche per le sue stranezze (leggi aver messo in scena, dal vivo, dei rituali pagani credendosi un potente sciamano).

Continuando a spulciare nella genesi dell’opera dell’autore-sciamano, ci si rende conto di quali siano le differenze tra le opere di Lovecraft e questa graphic novel:

E inoltre laddove Lovecraft era delicato di stomaco, dove accennava solo a "certi rituali innominabili", oppure usava eufemismi come "riti blasfemi"… era piuttosto evidente, considerando che molte delle sue storie raccontano di una progenie inumana di questi "riti blasfemi", che probabilmente il sesso doveva aver avuto un qualche ruolo.

In sostanza, nel Neonomicon, Moore ha cercato di mostrarci ciò che Lovecraft si limitava a far intuire con la sua celeberrima ricchezza di aggettivi. Dove un essere era descritto come “orribile e fonte di innominabile orrore”, il fumettista mette su una gangbang-sadomaso-occultista, aggiungendo gore, ma togliendoci il gusto del mistero e quel senso di Sublime di cui è permeata l’opera dello scrittore del Ciclo di Cthulhu. Ma questa è roba da critica… e su Finzioni l’ultima parola dovrebbe sempre essere dei lettori.

E voi che ne pensate di Alan Moore e della sua ultima opera? Il Neonomicon è opera di un genio visionario, uno spauracchio per bambini poco attenti a quale scaffale sono intenti a spulciare in fumetteria, o ancora la farneticazione di un pazzo da legare (magari proprio ad Arkham)?

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

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