Wool, il romanzo autopubblicato che ha scalato le classifiche

Indubbiamente Wool è un romanzo che fa del proprio punto di forza l’ambientazione. Fin dal titolo dato alla serie, Silos. In una terra post-apocalittica che ricorda il malinconico The Road, l’umanità cerca di sopravvivere lungo le centinaia di piani che costituiscono il Silo-18. A causa di qualche evento misterioso avvenuto nel passato, atmosfera esterna è tossica. Wool comincia dalla storia di Holston, lo sceriffo della comunità, che comincia a investigare su un omicidio molto “personale”, ma sarà solo uno dei tanti protagonisti degli episodi successivi.

wool fabbriAttraverso i capitoli, le storie dei personaggi s’incrociano, infittendo il mistero della trama principale in una lunga staffetta. Nulla è garantito e ci saranno molte sorprese, come in tutti i romanzi corali che si rispettano. 

Gli amanti dei videogiochi – come me – forse coglieranno la somiglianza con la trama di Fallout, anche qui, dentro il silos sotterraneo (bunker nel videogioco) c’è una società in miniatura, una sorta di totalitarismo in provetta che fa di un’unica regola il proprio credo: chi esce fuori muore. Come sempre è vero che la riflessione sulla società distopica finiscono per essere riflessioni sulla nostra società. Non sarà nulla di nuovo nel grande mondo della fantascienza, ma ad un autore indipendente, peraltro ai suoi primi passi, non si può chiedere di meglio.

Non mancano i difetti. Sebbene lo stile sia asciutto e conciso, il ritmo si abbassa in più punti e a mio parere la storia risente della struttura a feuilleton. Ma, per capirci meglio, forse è bene approfondire le interessanti origini del libro in questione. Wool nasce come racconto, pubblicato a puntate dall’autore attraverso la piattaforma di auto-pubblicazione di Amazon. Il resto della storia fu rilasciato lungo i sei mesi seguenti. Ed è stato un grandissimo successo: migliaia di recensioni su Amazon, quasi tutte cinque stelle, i diritti cinematografici della storia venduti alla 20th Century Fox e Ridley Scott che ha espresso interesse per la possibile pellicola, la versione cartacea pubblicata da un’importante casa editrice etc, etc… Infine, nel 2013, è arrivata anche l'edizione italiana della Fabbri Editori.

Altro punto interessante è che Hugh Howey afferma di aver scritto le parti della saga successive in risposta alle critiche e ai suggerimenti di lettori e recensori. Anche qui, pare che l’autopubblicazione abbia influito pesantemente sulla storia, non solo dando all’autore la possibilità di diffonderla bypassando le case editrici. Se questo sia positivo o negativo, come sempre, potranno dirlo solo i lettori.
Voi che ne pensate?

Hugh Howey, G. Lupieri (Traduttore), Wool: La trilogia Silo, Fabbri Editori 

Gianni Falconieri

Mi interesso di letteratura di genere, #ebook #fantasy #cinema. Attualmente mi trovo sotto assedio ad Angband, ma confido che alla fine riuscirò a spuntarla...

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