Abigail Tarttelin | Golden Boy

Accettare una vita non-troppo-male è una buona cosa, tutto sommato. Ma è dura quando ci si è sempre sforzati di avere una vita bellissima. 

Golden Boy, il secondo libro della scrittrice inglese Abigail Tarttelin, è da poco arrivato in Italia nella traduzione di Gioia Guerzoni per Mondadori Strade Blu, forte di un buon successo di pubblico e di critica sia in patria che oltreoceano (ne hanno parlato con toni entusiasti perfino all'Oprah's Book Club, non so se mi spiego). Il romanzo appartiene al fortunato genere Young Adult (l'altro giorno ho letto da qualche parte una boutade che diceva più o meno che la differenza tra un libro YA e un libro non YA è che il primo poi lo leggi davvero), ma dimenticatevi vampiri, maghi e streghette: Golden Boy, infatti, tratta un tema molto più reale e complesso, quello dell'intersessualità.   

Il protagonista è Max Walker, adolescente di buona famiglia, figlio e fratello premuroso, studente e compagno di scuola modello; un tipico ragazzo d'oro, per l'appunto. Ma c'è un problema, o meglio, un segreto: il caro Max è intersex e questo piccolo particolare scombinerà ben presto i piani e la vita perfetta della famiglia Walker. Se infatti è già abbastanza complicato essere un teenager, diciamo così, canonico, provate a immaginare cosa significa avere a che fare con le turbe adolescenziali di entrambi i sessi. Sì, insomma, dover gestire il branco di amici e l'intraprendenza delle ragazze e allo stesso tempo barcamenarsi con quei simpatici inconvenienti femminili che per brevità chiamerò "sbalzi d'umore". Il nostro Max, poi, dovrà affrontare problemi ben più grandi di questi, ma alla fine se la caverà alla grande anche grazie all'aiuto della sua famiglia e delle persone che lo amano (non aspettatevi un happy ending troppo happy, comunque).  

Le cose che mi sono piaciute di Golden Boy:

  • Il rimando a Middlesex di Jeffrey Eugenides. Ovviamente è la prima cosa che viene in mente e, anche se siamo in due campionati diversi, diciamo che si apprezza la citazione.
  • L'ambientazione. Le zone residenziali del South East inglese, la pioggia, le divise scolastiche, il kettle e le tazze di tè che risolvono tutti i problemi (o quasi), Oxford e Londra. L'Inghilterra, insomma. 
  • I personaggi di Daniel e Sylvie, che ci ricordano che la stranezza sta negli occhi di chi guarda. Daniel è il fratello minore di Max, è un patito di videogiochi violenti e sogna di poter impiantare, un giorno, accessori robotici a figli e nipoti. Come non amarlo? Sylvie, invece, è la ragazza di Max, un tipetto fuori di testa che, dopo un attimo di smarrimento, accetta la sua complessità senza fare una piega. Nulla di sorprendente per una in grado di pronunciare una frase come: 

«Dai, andiamo a limonare su una tomba»

Golden Boy è, in conclusione, un libro che riesce ad affrontare con originalità e un pizzico di romanticismo un tema complicato come quello dell'intersessualità senza cadere in facili stereotipi. Forse in certi punti un po' prolisso, è comunque una lettura godibile e decisamente consigliabile. E non solo ai giovani adulti. 

Abigail Tarttelin, Golden Boy, Mondadori, 2014.

Alessandra Ribolini

Traduttrice e teacher, ma soprattutto wannabe finta bionda senza averne l'aria

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