Alessandro Garigliano | Mia moglie e io

Photo credit: Ayako Kanda, Mayuka Hayashi

Mia moglie e io di Alessandro Garigliano (LiberAria Editrice, 2013) è un libro che contiene bellisime radiografie del pensiero. L’autore è, quindi, una sorta di scrittore-radiologo, un esperto che filtra la vita ai raggi X. Forse è questa la geniale mutazione che attende lo scrittore precario, senza lavoro nonostante il lavoro della scrittura. Per illustrare quello che accade nel romanzo Mia moglie e io ricorro al funzionamento dell’emissione dei raggi X:

 […] finché una sostanza possa emettere raggi X, è necessario che un elettrone sia strappato da uno dei livelli normali dell'atomo; lo spazio vuoto è colmato successivamente da un passaggio di elettroni i quali arrivano dai livelli più lontani. (Enciclopedia Treccani)

Mia moglie e ioAccade, nella scrittura di Garigliano, che siano le parole stesse gli elettroni, strappate dai livelli normali del linguaggio. E che sia lo spazio vuoto di una pagina a riempirsi al passaggio di parole-elettrone, giunte dai livelli più lontani.  Ecco, dopo un periodo sterile in cui il romanzo ha visto il suo inabissarsi in una quotidianità priva di senso e di intreccio, la geniale soluzione: Mia moglie e io rivela lo scheletro dell'insensato che si annida nell'esistere, le ossa della banalità del lavoro, la macchia nel tessuto sano del giorno, il tumore che s'insidia nella vita scandita dal non essere. Insomma la patologia del mondo nella sua metamorfosi continua e necessaria. Mia moglie e io è una radiografia pacata e senza retorica dell'Apocalisse:

 

I giorni avanzavano come nel gioco della cavallina. Non ero ancora in grado di servire i clienti, in compenso offrivo un grande servizio all'igiene e all'ordine della libreria. (Apocalisse, p. 114)

Non vi aspettate, però, un romanzo asettico, disperato o inutile come il referto di un tecnico. Mia moglie e io offre al lettore il conforto di una prognosi esatta e senza errori. La cura. La compie, con la sua attenta osservazione empatica, il protagonista la cui forza primaria e indistruttibile risiede in un amore oltre misura che scuote e sconquassa:

Le miei mani in effetti fremevano mentre lei si adagiava seduta sul letto e calzava  i pantaloni della tuta alzando una gamba nuda e poi l'altra. 

Mia moglie e io, coppia di lavoratori precari, ricorda, per la tenerezza disperata che li unisce, L’avventura di due sposi di Calvino. Precari sono anche i loro incontri. Fugaci, intensi, drammatici nel loro esigere la totale comprensione mentre tutto il resto è assurdamente vuoto. Lo sguardo a raggi X del marito si tuffa nel corpo della moglie, l'abbraccia, lo riempie. Ne occupa il nero, lo spazio vuoto, colmandolo di sè.

Ho apprezzato ogni parola di questo libro, come si può apprezzare la diagnosi ben scritta di un medico scrupoloso ed empatico che ama la malattia quanto il malato. La scrittura è la cura. Una cura di miele e assenzio. 

Alessandro Garigliano, Mia moglie e io, LibreAria Editrice, 2013

Giovanna Iorio

“Avere la libertà di parola non è abbastanza. Bisogna imparare a parlare liberamente.” C. Hitchens

2 Commenti
  1. Ma dopo aver letto questa recensione, il romanzo SI DEVE comprare, sperando sia bello almeno quanto lei o quanto la foto dell’abbraccio in radiografia!