Allucinazioni | Oliver Sacks

Parliamo di Carlo Conti. Se per qualche motivo non vi viene in mente la sua voce, cercate un qualunque filmato su YouTube per rinfrescarvi la memoria, bastano anche solo una decina di secondi. Poi riprendete a leggere questo articolo con la sua voce. A meno che non viviate con Carlo Conti, ci sono ottime probabilità che non lo abbiate mai sentito pronunciare la parola "autoeterologo", eppure siete riusciti a leggerla con la sua voce. Non solo, potete continuare a leggere l'articolo sentendo un Carlo Conti scocciato o uno entusiasta, sta a voi.

896948eda19a0009918bb1316b24b040_w_h_mw650_mhOliver Sacks l'ho conosciuto (letterariamente) con L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello. In quel libro parla di cose incredibili, come due gemelli autistici che riconoscevano un numero primo di otto cifre nel giro di pochi secondi. Quei gemelli vedevano che il numero era primo. Dire che il loro cervello era grosso modo come il nostro sarebbe al contempo corretto e sbagliato: è vero che non avevano subito traumi à la Phineas Gage – l'uomo i cui lobi frontali furono trafitti da da un'asta di ferro di sei chili, e che in seguito all'incidente cambiò completamente carattere –, ma è anche vero che fin da bambini era stato diagnosticato loro un ritardo, l'autismo, psicosi, ecc. E nessuna delle altre persone descritte nel libro potevano essere definite "comuni". In Allucinazioni, invece, sono tutte persone normali.

Nel 2009 Sacks ha tenuto una conferenza al TED sulle allucinazioni. Se avete venti minuti, guardatela qui (dovrebbero partire automaticamente i sottotitoli in italiano). Parla della sindrome che apre il libro, la sindrome di Charles Bonnet. Quando il cervello fatica (o è impossibilitato) a ricevere stimoli sensoriali, ecco che cominciano le allucinazioni. La differenza coi gemelli di cui parlavo prima è che queste persone sono sane: ci sono anziani che hanno perso la vista per l'età o per un glaucoma, o persone che assumono un certo tipo di farmaco o droghe, c'è chi soffre di aura emicranica e chi ha avuto episodi epilettici. C'è anche chi era semplicemente in pericolo di vita. Ciò che manca sono i grossi traumi neurologici, i ritardi, le malattie mentali. Questi sono cervelli normali.

La storia che usiamo solo il 10% del cervello è una bufala comprovata, e se ancora ci credete dovrebbe essere sufficiente dirvi che anche quelli di Scientology ci credono. Ma la potenza del cervello è qualcosa di incredibile, qualcosa di così strabiliante che nell'istante in cui genera qualcosa fuori da ciò che è ritenuto normale, temiamo di essere ammattiti. Leggere mentalmente con una voce non propria (confido nel fatto che il vostro narratore sia ancora Carlo Conti) può sembrare banale, ma per rendervi conto della grandiosità di un processo simile, avviate il sintetizzatore vocale del Mac, del Kindle, del navigatore, e fate il paragone. Il vostro cervello riesce a ricreare da poce briciole una voce convincente. E un cervello quasi cieco è possibile che ricrei sulla vostra scrivania la miniatura precisa di un palazzo intravisto un giorno di sfuggita, o che faccia fiorire un prato di rose dal sipario del teatro. E questo solo per quanto riguarda le allucinazioni visive, perché nel libro si parla anche di quelle uditorie, olfattive, e via dicendo. Ci sono persone che hanno evitato il suicidio grazie a una voce rincuorante nata all'improvviso nel loro cervello.

Leggere le esperienze riportate in Allucinazioni lascia a bocca aperta, e quando ci si dimentica la vecchiaia, la cecità, i glaucomi o le terribili emicranie con aurea, ci si scopre col desiderio di sperimentarle almeno una volta in prima persona. Il merito è del cervello, è chiaro, ma una parte va anche a Oliver Sacks, uno tra i divulgatori migliori del nostro tempo. Non c'è cosa che ha scritto che non sbalordisca e apra la mente, e questo è il fine ultimo di ogni buon libro.

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

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