Amori e Disamori di Nathaniel P. | Adelle Waldman

– Lo hai letto quel libro un po’ Girls?
– No, quale?
– 
Dai, quel libro Einaudi che parla di un giovane scrittore a New York, con uno strillo di Lena Dunham in quarta…

Spieghiamola bene: Girls non c’entra nulla, se non per il fatto che ci troviamo a Williamsburg la maggior parte del tempo e il protagonista è un aspirante scrittore trentenne. Proprio come Hannah, ma in versione maschile. Il fatto che il protagonista sia un ragazzo cambia parecchio le cose, ma non stupirebbe così tanto se l’autore fosse un uomo. E invece no, è una donna.

Delle quattro combinazioni possibili quella sicuramente più frequente in letteratura è autori uomini che creano protagonisti maschili, così frequente che nemmeno ve le sto a dire. Siamo anche pieni di autrici che creano protagoniste donne, quella spesso definita, anche se a volte non lo è, letteratura femminile. Grande innovazione ottocentesca furono le protagoniste femminili create da autori maschi: andare a fondo nella psicologia del sesso opposto era un grande passo avanti per una società che fino a quel momento non si era curata troppo di sapere cosa pensassero le donne. E di autrici donne che creano protagonisti maschili? Forse mi sbaglio, ma arrivo a dieci a stento. Adelle Waldman è uno di questi rari casi.

adellewaldmanIl protagonista Nathaniel Pivet, un giovane scrittore ad inizio carriera, per la prima volta riesce ad avere un anticipo consistente per il suo libro, così che il futuro che ha davanti sembra finalmente migliore di un passato trascorso nella sua stanzetta a tentare di scrivere. Non è mai stato considerato bello, al college era apprezzato dalle ragazze per altre qualità, ma adesso che è riuscito ad entrare a far parte della scena letteraria newyorkese improvvisamente molte giovani donne si interessano a lui. Nell’arco del libro ne frequenta principalmente tre e questo è pressoché tutto quello che accade nella storia. Ma non è tutto qua.

Quello che colpisce è che le storie con queste ragazze – in particolare quella con Hannah – vanno in un certo modo. Questo certo modo risulta profondamente vero e realistico, a tratti straziante. La capacità dell’autrice di andare a fondo nella complessità delle dinamiche psicologiche di Nate – e quindi di un ragazzo – ci fa esclamare interiormente più volte ‘ma questo lo conosco!’. Ma che valore può avere il mio giudizio di donna che legge descrizione di uomo scritta da donna? Beh, lettori maschi mi dicono che la loro esperienza è stata la stessa.

Perché quando si è in crisi le cose vanno così, i difetti sono accentuati, quello che era bello risulta fastidioso, capita più spesso di guardare i culi delle altre ragazze e si risponde a monosillabi cercando il più possibile di evitare rogne. Certamente lo possono fare tanto gli uomini quanto le donne a seconda delle volte, ma in questo specifico caso il meccanismo con cui funziona la mente di Nate, e di conseguenza la piega che prendono gli eventi nel libro, è impeccabile. E che l’autrice sia uomo o donna a conti fatti ha poca importanza, Adelle Waldman è riuscita a mettere in piedi una storia riuscitissima.

Adelle Waldman, Amori e disamori di Nathaniel P., Einaudi, 2015

Elena Biagi

Elena Biagi dopo aver cambiato quattro volte colore di capelli, undici case e cinque città, adesso è biondiccia e vive a Milano, dove lavora in una casa editrice.

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