Annarita Briganti I L’amore è una favola

Io non so se al momento nella letteratura italiana esista una corrente chiamata realismo sentimentale. Nel caso ci fosse, bisogna assolutamente farci rientrare L’amore è una favola di Annarita Briganti.

Per assecondare il vizio di contestualizzare tutto, mi sono girata e rigirata tra le mani il libro – pubblicato da Cairo -, cercando di capire come collocarlo ancora prima di averlo letto. Mi si sono parati davanti due scenari, anzi all’inizio uno solo: quello dei romanzi rosa disimpegnati, che al momento stanno vivendo una nuova giovinezza. Poi ho cominciato ad addentrarmici, appena appena, e ho scoperto che no, non era proprio il caso del lavoro di Briganti. Non ho nemmeno dovuto iniziarlo per capire quanto la serietà ne fosse la cifra. E a me la serietà piace moltissimo: ci sta dietro un rispettarsi, un non buttarsi via che, in particolare dal punto di vista culturale, è amaro constatare come sia diventata l’eccezione alla norma. 

L’altro scenario, quello alto, degli scrittori intellettualistici (mi avete inteso) si è auto scartato quando, nel mio fiutare preventivo, mi sono accorta dell’assenza di qualunque traccia di pretenziosità. Mi trovavo quindi davanti a qualcosa d’altro, che mi sfuggiva e che a questo punto dovevo capire.

Ho cominciato così a mangiarmi le avventure di Gioia Lieve (protagonista anche di Non chiedermi come sei nata del 2014, sempre Cairo), ammaliata dai sentimenti che, concretissimi, seri e dignitosi, avevano iniziato a passeggiarmi sotto il naso con una nonchalance incredibile. Aspetta, mi sono detta: ma non credevo, fino a un secondo fa, di vivere in un mondo dove i sentimenti terrorizzassero, dove fossero un’entità da cui difendersi mettendoli in ridicolo, esagerandoli, facendoci sopra ironia? Evidentemente, in questo mondo, la forza narrante dell’autrice è un’isola felice, che spero si popoli presto. 

Non ho trovato stereotipi, non una frase che avrei saputo completare in automatico, che so, una banalità. Ho assaporato invece il raccontare senza vergogna di una donna, che si presenta come una giornalista freelance tediata dai baratri del precariato, ma è assai di più. Si percepisce verità nel coraggio con cui Gioia si vive la solitudine, le voglie, le ondate di nero da cui si fa travolgere e l’amore, soprattutto, che veste i panni dell’Artista, lui sì uno stilema voluto capace, dall’alto delle sue sicurezze e dei suoi demoni risolti, di lottare per diventare l’appiglio della protagonista. 

Un libro di velluto e acciaio allo stesso tempo, leggetelo, si divora in una notte.

L'amore è una favola, Annarita Briganti, Cairo Editore, 2015

Michela Capra

Quasi sicuramente sta scrivendo dal suo ufficio-poltrona, con qualche gatto addosso. Si ritrova, suo malgrado, fuori dal mondo almeno tre volte al dì.

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