Antonio Steffenoni | Il silenzio sulle donne

Mai avrei immaginato di trovarmi, un giorno, a rispondere alle domande di un ispettore di Polizia, a proposito di Santiago Conte.
E, ancora meno, che l’avrei fatto nella saletta per il ricevimento parenti al terzo piano di una clinica, in una sera di neve, a pochi giorni dal Natale, proprio di fronte alla scuola elementare che avevo frequentato in quella che mi appariva, adesso, la vita di un altro e che, in tanti anni, non mi era mai capitato di rivedere.
«Mi lasci dire che ci sono aspetti poco chiari nella sua storia.»

Così si apre Il silenzio sulle donne di Antonio Steffenoni, primo titolo della rinata collana Barion (Mursia Editore).
Il romanzo, che si snoda nel corso di una lunga notte, ci pone di fronte a due emblematici protagonisti: il famoso e anziano regista Santiago Conte, precipitato da una finestra della clinica in cui era ricoverato, e Antonio Lopez, scrittore che ha collaborato alle sceneggiature di Santiago, di trent'anni più giovane, che si trovava a lasciare la clinica al momento dello schianto sull'asfalto.

È proprio di quest'ultimo la voce narrante che ci conduce in una storia in cui spezzoni dell'interrogatorio cui Lopez è sottoposto per tutta la notte si alternano a scene di vita passata che lo vedono ancora insieme a Santiago Conte, l'amico di una vita.
Sono figure speculari quelle dei due protagonisti, viene ripetuto più volte nel corso del romanzo, a partire dalle origini: l'uno è di madre italiana e padre spagnolo, l'altro di madre spagnola e padre italiano.

Il tema dello specchio, dello specchio spezzato, ritorna più e più volte e trova per certi versi la sua chiave di volta nella figura di Clara, una donna che ha segnato inesorabilmente il passato di entrambi. Un passato fatto di silenzi, di sentimenti messi a tacere, impossibili da esprimere. Di sentimenti maschili eppure, contrariamente a quanto vuole farci credere una parte della società moderna, profondi.

La vicenda non può non richiamare alla mente del lettore amante del buon cinema il suicidio di un altro regista, Mario Monicelli, anch'egli buttatosi dalla sua camera d'ospedale e, per molti versi, alter ego di Santiago.
Ma si tratta davvero di suicidio per Santiago Conte o le parole di Antonio Lopez celano un'altra amara realtà? E ancora, Lopez è, come sostiene, del tutto estraneo ai fatti?

La verità si scopre in seguito allo sfibrante interrogatorio solo nelle ultime pagine e si concretizza nella postilla finale (che volutamente non riporto onde non rivelare più del dovuto) con la quale l'autore rende omaggio a chi si trova ad affrontare, come Santiago, l'avventura più difficile nella vita di un uomo: la morte.

Stilisticamente colpisce l'uso della punteggiatura: i periodi di ampio respiro, in un primo momento quasi disturbanti per il lettore, contribuiscono in realtà a catapultarlo nella logica stringente dell'interrogatorio prima, in quella insondabile dei sentimenti poi, in questo giallo un po' atipico in cui il mistero da risolvere, più che dalla morte di Santiago, è costituito dal silenzio.
Il silenzio di chi non vuole, o non sa, parlare d'amore.
Il silenzio sulle donne.

 

Antonio Steffenoni, Il silenzio sulle donne, Barion (Mursia Editore), 2013

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

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