Brian Morton | Florence Gordon

A leggere Florence Gordon di Brian Morton vengono in mente in ordine sparso: un flûte di spumante dolce fresco e frizzantino, un film immaginario di un Wes Anderson un po' più maturo, e poi ancora lei: Lady Grantham di Downton Abbey. Perchè la protagonista principale che dà il titolo al romanzo è una lady di ferro che in fondo ha persino un cuore.

Allora mi viene in mente che una volta la caratteristica del “fuori di ferro dentro di panna” era prerogativa maschile, almeno nel racconto superficiale che si dava del genere, cosa che è rimasta esclusivamente nel romance ai giorni nostri, mentre nella realtà è ormai esclusiva femminile. 

Questa nostra Florence Gordon è una 75enne apparentemente glaciale, rigida, bisbetica e maschile, appunto. Dice di lei la nipote Emily:

Se Florence fosse stata un uomo, sarebbe stata di quelli che crescendo non si sarebbe mai sbarazzato della cattiva abitudine di non abbassare la tavoletta dopo aver pisciato.

florence-gordonBisbetica dunque che nasconde tenerezze, e non di quelle che poi alla fine le manifestano, lei la sua tenerezza se la porta nella tomba: il lettore può vederla, entrandole nei pensieri, i compagni di vita di Florence no. In particolare non può vederla Emily, sua vera co-protagonista. Il libro è un po' la storia della costruzione di un confronto tra generazioni, ma anche il confronto tra due generazioni di “femminismi”: quello della vecchia guardia, guadagnato col sudore della fronte, partecipando a incontri, scontri, manifestazioni, e piazze; l'altro quello inconsapevole, che ignora il passato ed è forte dei propri diritti odierni, acquisiti e dati per scontati. Tra le due donne, entrambe forti e coriacee nonostante una sia appena un'adolescente, si innescano le scene più divertenti del libro.

A fare da corollario alla nascita a crescita di questa relazione tra nonna e nipote, ci sono i genitori della ragazza, cioè il figlio di Florence e la moglie: lui un poliziotto colto e “maschio”, croce di Florence che non si capacita ancora, a distanza di 40 anni, di come un figlio di intellettuali di spicco sia andato a rinforzare le fila dell'esercito prima e della polizia poi; lei una psicologa di un certo spessore, seconda croce di Florence, che considera una stupidotta senza velleità. Nel rapporto tra moglie e marito si insinua il capo della moglie, e qui non aggiungo altro visto che in questo triangolo si giocano scene e osservazioni umane davvero cospicue e interessanti e divertenti.

Ciò che fa di questo libro un bel libro non è solo la scrittura briosa, il passaggio da un punto di vista all'altro, come saltare da una stanza all'altra di un bell'appartamento di New York, come quelle carrellate iniziali di Wes Anderson appunto. Quello che fa il bello è la dose di umana comprensione con cui Brian Morton riesce a guardare ogni suo personaggio. Nonostante e proprio perché tutti quanti prima o poi mettono in mostra le proprie mancanze, e stupidità anche, sono tutti così umani che l'impressione generale non è solo quella di guardare un bel quadretto colorato ma di riconoscersi anche un pochino.

E poi vabbè, è condito di tutti i riferimenti più cool (e un po' hipster) del panorama pop-culturale americano (Martha Nussbaum, la rivista n+1, Gawker, Netflix, Jezebel, per dirne alcuni) che quando li riconosci ti senti subito un po' più figo.

Brian Morton, Florence Gordon, Sonzogno editori, 2015

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