Cathleen Schine | Miss S.

Omicidio + Maine + anziana scrittrice di gialli = ?

Se davanti agli occhi vi è passata una macchina da scrivere nera che batteva “Murder, she wrote”, siete fuori strada. Non è Jessica Fletcher a risolvere casi, ma Miss Skattergoods, in arte Violet Shawn Duston. Per il resto sono simili: entrambe scrittrici di successo, entrambe vecchiette apparentemente innocue ed entrambe incubo dell’investigatore che dovrà investigare sull’omicidio.

Negli Stati Uniti esistono delle strutture, delle specie di colonie, in cui gli scrittori possono andare a soggiornare per trovare la tranquillità necessaria a completare i loro romanzi (una delle più celebri è la MacDowell). Su un’isoletta a largo del Maine c’è la Treekape Artists Colony. Dick Treekape, il proprietario, aspetta che dal traghetto sbarchino i nuovi residenti; ci sarà anche un ospite a sorpresa, G.G., il critico più feroce e temuto di sempre. G.G. farà il suo ingresso solo la mattina dopo, disteso sul bagnasciuga e avvolto dalle alghe.

Le ambientazioni ricordano vagamente quelle di Colorado Kid di Stephen King, e ogni scena è intrisa di quel sapore di “piccolo”. “Piccolo” inteso non come “da poco”, ma come opposto a “grandioso”, come “microcosmo”. Ogni personaggio è strettamente collegato agli altri, e la scelta di svolgere l’azione su un’isola contribuisce a creare quella sensazione di confortevole intimità. Ma forse non è solo questione del “piccolo”: a guardar bene si scopre che ogni personaggio ricalca in parte uno stereotipo. C’è l’uomo dal passato oscuro, l’impacciato, il nevrotico, la bella, …

Come avrete già capito, c’è senza dubbio un pizzico di manierismo, ma è un manierismo bello, divertente. Il pregio di un libro è anche questo, riuscire a creare un’atmosfera intrigante e un passatempo piacevole. I cliché funzionano male quando vengono fatti passare per trovate originali o quando non hanno il coraggio di osare un po’. Cathleen Schine osa e le riesce benissimo.

Tra l’altro, scopro soltanto ora che sul sito della Mondadori – più precisamente qui – potete leggere il primo capitolo gratuitamente.

Jacopo Donati

Scrive per Finzioni Magazine e lavora per Bottega Finzioni. Al terzo lavoro con un "Finzioni" da qualche parte avrà la certezza di essere in Matrix o in qualche Truman Show.

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