Daniel Krupa | Serpenti

Dicevo qualche tempo fa che non sono molto dentro la letteratura sudamericana, e però questi di Caravan mi stanno tirando in quella direzione. Stavolta ho in mano Serpenti, di Daniel Krupa.
 
serpenti.daniel.krupa.recensione.librofiliaLa quarta dice: tre ragazzi si ritrovano a trascorrere le vacanze in una estancia nel mezzo del nulla tra il Paraguay e il Brasile e lì ne succedono di ogni. Vedi: fantasmi, stregonerie, sesso anche, bettole, incidenti di varia natura, sbronze col botto. Le cose tipiche di ogni ragazzo bene di ogni parte del mondo.
 
Ma qui siamo in mezzo a una zona tropicale, dove le foreste di rami e umidità, e fitte da perdercisi sono dietro ogni angolo. E la differenza che fa quest'atmosfera torbida si sente eccome. Fanta, Polonio e Seco sono tre poveretti che si immergono nel verde plumbeo di Misiones popolato di serpenti, di cui Fanta è terrorizzato. Tra parentesi si parte proprio con lui e l'attacco è uno di quelli che dici: Ah, però, questo sì che è un inizio. (E non solo perché il primo paragrafo finisce con la parola “sesso”, che comunque aiuta perché proprio non te lo aspetti) (e adesso che ve l'ho spifferato, futuri lettori, non avrà lo stesso effetto – catalogare sotto: le crudeltà di chi scrive di libri). Già che ci sono:
 
Cerca di capire perché è entrato in uno spazio in cui sa che la cosa migliore che potrà trovare è la porta d'uscita.
Lo spazio in questione è lo zoo dove c'è la stanza dei serpenti, e come si collega al sesso lo vedrete poi. Tutto il racconto lungo o romanzo breve è costellato di citazioni enciclopediche sugli effetti del veleno dei serpenti di ogni tipo. Ed è un bello stacco. Un po' come la strofa di una canzone, crea ritmo, aspettativa. Ed è pure informativo.
 
Senza contare la sinistra faccenda che ho avuto tutto il tempo l'impressione di essere io Fanta (che poi sul perché si chiami Fanta qualcuno magari interrogherà l'autore). Quindi potrebbe capitare anche ad altri. Esempi:
 
  • Ispezionare le librerie altrui (mettere un check, please)
  • Rubare da librerie altrui (vergognoso check anche qui)
  • Avere paura seppure in modo sfuggente degli specchi, perché chissà cosa c'è dietro (check)
  • Pensare/dire ogni tanto scemenze in inglese, per motivi non precisati (check)
  • Scrivere appunti su qualunque cosa (check)
  • Sentirsi uno scrittore in potenza (alzi la mano il lettore forte che non ha pensato di scrivere)
  • Essere più matto di quanto generalmente non si appaia.
  • Liste (c'era davvero bisogno di dirlo?)
E poi vabbè, le frasi scolpite nella pietra che piacciono sempre. Tipo:
 
Il ronzio dei mosconi è una delle tante versioni del silenzio.
O anche:
 
Il calcio, dunque, come una versione laica di un esorcismo socialmente avvallato.
Non è abbastanza? Fila via nel mezzo di una foresta tropicale, allora!
 
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