Davide Piccirillo | Costellazione di sventure

Avete presente quelle domeniche? Quelle in cui non c’è nulla di interessante da fare perché il migliore amico è con la sua fidanzata e non può uscire a bere l’aperitivo con voi? Quelle che, sole o pioggia che sia, lo stato d’animo è solo e semplicemente leopardiano tanto da riflettere nel migliore dei modi tutti i versi de Il sabato del villaggio? Ecco, ci sono domeniche come quelle in cui l’unica soluzione è una bella storia, qualcosa di divertente ma leggero, qualcosa che lasci le paranoie nel loro angolino e ci porti a vivere piccole ma grandi avventure, qualcosa che, tra risate e colpi di scena, ci movimenti la giornata senza travolgerla troppo. Un esempio pratico? Le avventure di Rip che potete leggere nel primo romanzo di Davide Piccirillo, edito da Regina Zabo: perché più che un giallo, Costellazione di sventure è una vera e propria commedia che vi terrà con il naso fra le pagine senza lasciarvi il tempo di rendervi conto che la domenica sta velocemente terminando.

Quando, alle tre di notte, finalmente rientro nel mio appartamento, rivedo mentalmente tutto quello che è successo in questi giorni e non posso evitare di pensare che la noia è davvero sottovalutata.

coverDi giornalisti con il pallino dell’investigazione ce ne sono fin troppi, tutti desiderosi di trovare la notizia del secolo che li renda celebri, famosi e circondati da persone importanti pronte ad affidare i loro segreti al miglior esperto redattore. Di giornalisti che preferiscono il loro piccolo ruolo in redazione, invece, ce ne sono fin troppo pochi e Rip Grilli, l’addetto ai “trafiletti”, è certamente uno di questi. Con la propria ex come capo e come moglie del miglior amico la regina dei fornelli, il protagonista di Costellazione di sventure deve il suo nome all’affascinante detective dei fumetti Rip Kirby, il personaggio di fantasia creato dal disegnatore Alex Raymond e le cui storie vennero pubblicate per la prima volta sulle pagine del New York American Journal nel lontano 1946.

Un nome, quindi, che da ridicolo come può sembrare diventa un’anticipazione di tutte le avventure e di tutti i guazzabugli che l’innocente e ingenuo Rip Grilli si ritroverà a dover affrontare assumendo proprio i panni di un improvvisato detective, un brillante ma impacciato Sherlock Holmes di cui anche la donzelletta che vien dalla campagna si sarebbe innamorata. Perché Costellazione di sventure si può definire una continua lotta tra gaffe e suspense, tra momenti esilaranti (come i preamboli per la stesura dell’articolo “La passione non va in pensione!”) e inseguimenti rocamboleschi che metteranno in serio pericolo la vita del nostro eroe. 

E se il vostro caro amico pensava di passare una domenica tranquilla e invece si è ritrovato a dover affrontare tutte le gelosie della propria fidanzata, voi, grazie a Rip, vi ritroverete a trascorrere una giornata decisamente più intrigante di quella che avevate immaginato grazie anche alla compagnia di ben due giovani e affascinanti fanciulle. Perché dietro a un grande uomo, si sa, si nasconde sempre una grande donna ma il nostro eroe pare non saper scegliere fra Lisa, la donna del passato che a suo tempo gli spezzò il cuore, e Barbara, la giovane e avvenente avvocatessa pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi. Con uno stile fresco e giovanile, Davide Piccirillo ci regala una lettura divertente con tanto di intrighi burocratici che svelano, ancora una volta, come la corruzione sia sempre e comunque all’ordine del giorno. E allora: cosa fate ancora su quel divano ad aspettare che la vostra unica giornata libera della settimana prenda una piega migliore? Con Costellazione di sventure il pessimismo cosmico leopardiano sarà solo un dolce e lontano ricordo.

Davide Piccirillo, Costellazione di sventure, Regina Zabo, 2014

Nellie Airoldi

Cresciuta in campagna in mezzo ai libri e ai taccuini, ha imparato che nella vita si conosce una persona solo quando la si porta ad un aperitivo perché, diciamocelo, davanti ad un buon vinello nessuno può mentire, soprattutto se vicino c'è anche una fetta di polenta.

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