Diane Brasseur | Le fedeltà

Scegliere. Se dovessi riassumere il romanzo d'esordio di Diane Brasseur non potrei che usare questo verbo: scegliere. Questa breve storia ruota attorno a una scelta: quella di un uomo che, alla vigilia della partenza per le vacanze natalizie con la famiglia, decide che è arrivato il momento di scegliere tra la moglie e l'amante. Una situazione scomoda che va avanti da un anno e che sta diventando insostenibile. L'uomo si chiude nel suo studio e inizia un flusso di coscienza, quello che noi leggiamo: confuso e altalenante eppure così terribilmente onesto e realistico. 

E' una storia senza nomi, questa. L'unico personaggio ad averne uno è l'amante, Alix. Lei, come i personaggi, come la storia, come lo sfondo di questa vicenda, è appena tratteggiata. Parigi e Marsiglia, le città tra cui si divide il protagonista, sono fondali scenografici statici che si intravedono a malapena. Sebbene questo aiuti a rendere la storia forse più universale, ammetto che avrei soluto sapere qualcosa di più di queste persone e delle loro storie. Diane è molto brava coi dettagli e qualche pagina in più sarebbe secondo me andata solo a suo vantaggio. Invece, le pagine sono invase dalle riflessioni, dai flashback, dalle ipotesi di quello che potrebbe succedere se. Una pagina dopo l'altra prendiamo le difese di Alix, poi della moglie, poi infine del protagonista. 

Ho il terrore di perdermi.

In macchina, non mi piace guidare senza sapere dove vado. Preferisco fermarmi e consultare una mappa, oppure chiedere la strada a qualcuno e fargli ripetere le indicazioni finché non sono sicuro dell'itinerario da seguire. 

Percorrere la strada giusta e fare le scelte giuste. 

Le-fedeltàIl problema del protagonista è che non ci sono mappe precostituite nè passanti a cui chiedere informazioni. Questa scelta è solo sua e impossibile da delegare. Rimbalziamo da una immedesimazione all'altra, dall'opzione A all'opzione B: la domanda che il protagonista si fa suona come una domanda anche per il lettore. 

Tu, al posto mio, cosa faresti? Chi sceglieresti? Io, e probabilmente voi che mi leggete, siamo tutti troppo giovani per capire fino in fondo la spirale che Diane ci fa roteare davanti agli occhi: la sensazione che "sia tutto qui", che il tempo davanti a sé ormai è più breve di quello che ci si è lasciati dietro le spalle, che no, non siamo invincibili. La vita è a senso unico e inizio a pensare che anche le doppie vite come questa lo siano. Ci entri di botto, ma uscirne non è altrettanto facile. 

Ci fa rabbia il protagonista, ci fanno pena le due donne eppure davanti a questo interrogativo tentenniamo, anche solo per una frazione di secondo. Sospesi, perché ogni scelta porta con sé una rinuncia e il sacrificio non ci piace. Una storia breve eppure pungente, che riesce a guardarti dritto in faccia e a scatenare dubbi che forse neanche pensavi di poter avere, di mettere il microscopio su un conflitto interiore così semplice eppure così insidioso. 

Diane Brasseur, Le fedeltà, Sonzogno 2015, pp. 128, euro 15.00

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