Don DeLillo | L’angelo Esmeralda

Il nuovo libro di Don DeLillo è una raccolta di racconti scritti nel corso di trentatré anni — dal 1979 al 2011 — e pubblicati in origine su diverse riviste letterarie americane.

È un DeLillo inedito nella L'angelo Esmeraldaforma: abituati, in Italia, a leggere i suoi romanzi, l’autore di capolavori come il chilometrico Underworld ha sperimentato lungo l’arco della carriera numerose forme — la sua bibliografia include piéce teatrali e sceneggiature — e quella del racconto è riuscita a esprimere tutto il suo potenziale.

La raccolta è un avvicendamento di storie eccezionali: alcuni viaggiatori rimangono intrappolati in un’isola tropicale a causa di un aereo che non vuole farli imbarcare, due astronauti guardano la Terra, così diversa e affascinante, da una prospettiva extra-terrestre, un bambino viene rapito in un parco e un corridore che assiste alla scena è inerme davanti all’ingovernabilità degli eventi, un terremoto è l’innesco di un bisogno di amore e redenzione dalla solitudine, il fantasma di una bambina stuprata e assassinata appare in un cartellone pubblicitario e causa allucinazioni collettive, una retrospettiva dedicata ai terroristi tedeschi Andreas Baader e Ulrike Meinhof è la scintilla di un episodio di violenza, detenuti per reati economici assistono dal carcere al crollo dell’economia mondiale in tv, un uomo va al cinema per seguire una ragazza che guarda sempre lo stesso film; in quel tragico gioco che è la narrazione per sottrazione dei racconti, l’architettura delle storie che compongono questo libro è sempre armonica e bilanciata.

I racconti brillano per un elemento che si ritrova in tutte le opere di DeLillo e che non è difficile rintracciare anche in questo volume: la straordinaria implosività. Ancora una volta lo sguardo è lucido e l’utilizzo delle parole ascetico. Queste si rincorrono in una spirale discendente alla ricerca della combinazione essenziale, rivelatrice di un’epica e di una malinconia ormai nascoste sotto strati e strati di dispersione e di entropia. Lo scrittore riesce a disvelare i più piccoli dettagli di ogni storia e a imprimerli di consapevolezza. La puntualità delle parole è sbalorditiva: sembrano, queste, essere sempre quelle giuste. E la realtà, costituita da frammenti microscopici all’apparenza ineffabili, sprigiona ogni volta una forza narrativa quasi terrificante. La vita, raccontata così, è infinitamente più densa.

In un mondo caotico, schizofrenico e centrifugo, lo scrittore newyorkese riesce a informare un ordine, e restituire una chiarezza e una lucidità talmente profondi da essere epifanici e disvelatrici di un nuovo tipo di religiosità e contatto con l’altro da sé. Questi racconti sono un’ancora di salvezza dal travolgimento del presente. La realtà, dalle pagine di DeLillo, emerge infatti penetrata, atomizzata, inedita. Un’esperienza che disvela connessioni, trame e architetture del tempo e dello spazio mistificate dall’assordante rumore mediatico che ottunde i sensi e indebolisce i sentimenti. I protagonisti di questi racconti non possono fare altro che aggrapparsi al potere salvifico della coscienza e delle parole. È il disperato bisogno che abbiamo di sentirci parte di un destino comune,

Questo libro riscatta tutta l’umanità di cui abbiamo bisogno in tempi di ortodossia mediatica. La raccolta è il Nuovo Testamento di lettori anestetizzati, emotivamente analfabeti. Leggete L'angelo.

Don DeLillo, L'angelo Esmeralda, pp. 216, Einaudi 2013. Traduzione di Federica Aceto

Lorenzo Castelli

Da quando ha scoperto la differenza tra E’ e È la sua vita non è cambiata. Ma adesso inizia le frasi con il verbo essere alla terza persona singolare modo indicativo tempo presente una volta su tre. È convinto che i suoi articoli salveranno il mondo.

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