Elisabetta Cametti | I Guardiani della Storia

Photo credit: Vanity Fair

Quando ho preso in mano per la prima volta I Guardiani della storia ho pensato: “Ah ecco che finalmente anche un autore italiano osa uscire con una copertina da urlo”. Perché insomma, possibile che solo i vari Clive Cussler si possano permettere copertine con richiami misterici, fuoco, oscurità e atmosfere alla Voyager? Io direi: no alle copertine fantasiose e sì a quelle strabilianti in stile anglofono. Per quanto mi riguarda metterei fine alla parola sobrietà (alla Adelphi per intenderci)(spiace dirlo, ma tant'è). 

giunti - i guardiani - finzioniE insomma la Giunti se ne esce con questo tomo di Elisabetta Cametti, che dice evidentemente no alla discrezione, e lo fa con una fascetta dove si leggeva una cosa del tipo “Katherine Sinclaire: nuova regina del thriller”. Secondo me l'hanno fatto apposta per mescolare le acque, perché si sa che certi thrilleroni con misteri esoterici, morti ammazzati e sparatorie te li aspetti da un inglese, mentre se uno scrittore italiano ci si cimenta viene visto subito con sospetto (dite la verità).

Comunque, passato il momento di dubbio sul chi fosse l'autrice (Cametti o Sinclaire? La prima) mi sono ritrovata di fronte un libro che ha tutti i crismi e carismi per inserirsi tra un Dan Brown e un Cussler, e non solo in termini alfabetici. O anche un buon Wilbur Smith (li vedo già tutti in fila in libreria)(no, diciamola tutta, sono già tutti in fila sul mio scaffale).

Katherine Sinclaire è la protagonista sboccata di questo thriller-action-e anche un pelo paranormal. Bionda manager bella rampante intelligente e creativa, in una casa editrice di successo stratosferico con base a Londra, incontra il bellone misterioso, duro dal cuore tenero, romantico e protettivo. E in un attimo hai alle spalle la city e stai scavando sull'Isola Bisentina a caccia di un rito etrusco, insieme alla coppia di belloni e uno zilath (sacerdote etrusco, il guardiano della storia, per l'appunto).

Metà cervello in ogni pagina è impegnato a saltare dalle righe a qualche immagine di CSI – Miami, poi di nuovo dalle parole al pensiero di Robert Langdon in Inferno (ho praticamente visto un baloon sopra la mia testa che diceva “Ma chissà se questi due si incontrassero dove andrebbero a finire?”)(una tappa dai Maya di sicuro)(dal sottoscala di qualche costruzione funebre dei Maya si andrebbe a finire nel sottoscala di una piramide)(e poi forse anche nel sottoscala dell'esercito di pietra cinese)(e via e via e via). E poi ancora dalle righe scritte a Indiana Jones. Insomma è una lettura abbastanza caleidoscopica a tratti centrifugata.

Ma ciò non toglie che in un modo o in un altro ti porta alla fine velocemente. E qui ti attende la svolta mistica, che punta dritta dritta a lanciarti verso il seguito. Perché chi l'ha detto che solo gli americani possono scrivere libroni su libroni con le storie di un unico personaggio (o una coppia) che saltano da un'avventura stratosferica a un'altra? Vedrete che fra un po' oltre a Robert Langdon, o Kay Scarpetta si parlerà di Katherine Sinclaire.

Elisabetta Cametti, I guardiani della storia, Giunti, 2013

*Ancora una volta c'è la combo Finzioni-20lines! Oltre alla recensione potete decidere di cimentarvi con L'ombra della svolta, l'incipit esclusivo di Elisabetta Cametti, oppure leggere l'intervista all'autrice fatta dai 20liners.

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