Sophie Kinsella | Fermate gli sposi!

Mi alzo in piedi e guardo nervosamente le facce delle persone sedute attorno a me. Alcune hanno un’espressione curiosa, altri seria, ma la maggior parte mi rivolge uno sguardo benevolo: di comprensione e incoraggiamento. Così faccio un respiro profondo e confesso: “Mi chiamo Davide e sono un lettore di Chick lit!”

Dopo aver passato anni a infilare nervosamente copie di I love shopping o de Il Diario di Bridget Jones tra le pagine di Playboy, cercando di sembrare indifferente, ho finalmente deciso di uscire allo scoperto. L’occasione me l’ha fornita l’ultimo romanzo di Sophie Kinsella: Fermate gli sposi!

Come spesso capita nei romanzi di questa scrittrice se guardiamo alla storia da un punto di osservazione esterno, diverso da quello del lettore, tutto ci sembra troppo paradossale. Ma l’autrice inglese ha la capacità di trascinarci in un mondo fatto di situazioni strane che diventano, pagina dopo pagina, assurde. Così alla fine ci ritroviamo, senza sapere bene come, a giudicare possibili le circostanze più incredibili e, soprattutto, a riderci sopra.

Ho sempre trovato affascinante la capacità che ha questa scrittrice di inserire spunti comici praticamente ovunque (esemplari in questo senso le lettere alle varie aziende scritte da Becky, la protagonista della serie I love shopping, nel primo romanzo) e anche in questo libro ci sono scene che trascinano a forza verso l’alto gli angoli della bocca. Un esempio è la conversazione telefonica tra Fliss e Lorcan, due dei protagonisti, mentre lui risponde al telefono, lei immagina che quella voce componga frasi di presentazione di film immaginari:

«Pronto?» dice, e io soffoco un risolino. Questo tizio parla come lo speaker di un trailer cinematografico. È la classica voce tonante e amplificata che senti mentre trangugi popcorn in attesa che cominci il film.

Pensavamo di vivere in un mondo sicuro. Pensavamo che l’universo fosse nostro. Finché non sono arrivati LORO.

«Pronto?» ripete la voce severa.

 In una lotta disperata contro il tempo, una giovane donna deve decrittare il codice…

Le due eroine sono entrambe coerenti con il resto della produzione di Sophie Kinsella ma, mentre Lottie è molto simile a Becky, Fliss -la sorella maggiore- ne è invece una versione riveduta e corretta, passata attraverso la maternità e un matrimonio fallimentare, con relativo divorzio traumatico.

Proprio a causa della maggiore consapevolezza di Fliss, e della necessità di quest’ultima di proteggere la sorella dalle conseguenze di un matrimonio affrettato e celebrato sull’onda di una crisi emozionale, il romanzo parte per la tangente. Ci troviamo così a seguire la realizzazione di un piano degno dei migliori scienziati pazzi della filmografia di serie B, architettato con lo scopo di impedire che l’unione dei due novelli sposi possa essere consumata.

Anche a causa di questo aspetto della trama, Sophie Kinsella ha aggiunto una dose maggiore di sesso alle sue pagine, e ha dato molto spazio alle storie romantiche, tanto che, alle volte, sembra di avere tra le mani uno di quei romanzi Harmony proto-erotici – per cortesia evitate di chiedermi come faccio a conoscere quel tipo di romanzi – uno di quelli, per intenderci, dov’è possibile trovare fantasiosissimi sinonimi degli organi sessuali, uno per tutti: la spada di carne – anche qui, non chiedete…

In definitiva, se anche voi siete lettori di Chick lit anonimi, vale la pena ricadere in tentazione.

Sophie Kinsella, Fermate gli sposi!, Mondadori, 2013

Davide Piccirillo

Nel tempo libero somiglio ai miei gatti: amo dormire, stare sdraiato sul divano, alzarmi, stirarmi, guardarmi in giro e poi tornare a stendermi. Rispetto a loro ho la possibilità di leggere (libri, fumetti) e vedere film o serie Tv. La sfrutto abbastanza.

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