Francesco Aquino | La gente di Sainte Sophie

Costa atlantica della Francia, anni '30, un paesino affacciato sulla Manica, un municipio, un panificio, un piccolo molo e centocinque scalini per raggiungerlo, l'oceano e una magia.

Più o meno è tutto qui. Ah, sì, la gente – naturalmente.

Vi sarà capitato d'inciampare in almeno un film francese e, senza sapere perché, senza conoscere né  regista, né attori e tantomeno luoghi, avete subito pensato "questo dev'essere un film francese"; perché succeda proprio non ve lo so spiegare, ma c'è un clima, un'atmosfera che è subito percepibile, quasi si riuscisse ad annusare il profumo di quelle strade, ad ascoltare i suoni, che pure dallo schermo non arrivano, ma comunque sentiamo questo senso pacifico, una voce calda che ci accompagna nella storia.

Lo stesso vale per il romanzo di Francesco Aquino, che riesce sin dalle prime pagine a creare quella luce magica, non necessariamente rassicurante, ma comunque indicativa e precisa degli spazi in cui si muove La gente di Sainte Sophie. E quell'atmosfera densa di mistero e carica di magia raggiunge il suo apice in un piccolo appartamento abitato da un uomo che nessuno ha mai visto, ma che ogni pomeriggio, dalle tre in punto, fino al calar del sole, suona ininterrottamente il suo pianoforte. Una melodia sempre diversa, in grado, pare, di calmare l'impeto delle onde.

Perché però dedicare il titolo alla gente di Sainte Sophie, quando la vera guest star del paesello è senza dubbio il pianista? Perché ogni fiaba che si rispetti ha il suo elemento magico, un luogo di salvezza e una bellissima principessa ma anche degli antagonisti e qui sembra proprio che siano loro ad avere la meglio.

Proprio quando pare che la storia possa essere raccontata a bambini sognanti nell'immaginare le meravigliose melodie che incantano il mare, quel luogo fatato e il profumo di pane appena sfornato, be', un'ombra tenebrosa cala su Sainte Sophie e nulla sarà più come prima.

Uno scatto brutale ci riporta drammaticamente alla realtà, e quella che era una fiaba diventa una storia di sofferenza, di fughe, di violenza e di menzogne.
Un'aura nera pervade le vie di Saint Sophie così come gli animi e proprio quando sembra che tutto sia andato perduto, ecco di nuovo una luce, questa volta meno rassicurante, ma comunque una luce che ci dà speranza.

 

La gente di Sainte Sophie, Francesco Aquino, WePub – editori nativi digitali

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell’insana consapevolezza di piacere agli altri.

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